/ Archivio notizie e iniziative | BlogAut | 9MAGGIO | Notizia

Tra i No-Muos c'è la mafia. Ah, ah, ah, ah!!!

decresce la grandezza del testo Resetta la grandezza del testo Incrementa la grandezza del testo

Tra i No Muos c’è la mafia. Ah!Ah!Ah!

L’ultima sparata  di Rosario Crocetta ci ha lasciati allibiti: che tra i No-Muos possano esserci “infiltrazioni mafiose” è una cosa talmente incredibile, da pensare che, chi l’abbia detto, abbia seri disturbi mentali e abbia bisogno di cure. Tutto si può dire ai No –Muos, che siano ambientalisti esagerati, perché sostengono che le onde elettromagnetiche di simili strumenti siano nocive alla salute, che siano sicilianisti, perché non vogliono vedere occupata la Sicilia da potenze straniere, che siano nazionalisti, perché non vogliono la presenza degli USA sul territorio italiano, che siano sostenitori della privacy, poiché le orecchie elettroniche installate a Niscemi saranno in grado di captare anche i più lievi rumori e le più sofisticate trasmissioni di informazioni che girano nel Mediterraneo, e tante altre motivazioni. Si è detto persino che tra i manifestanti ci siano sostenitori della No-Tav piemontese e di altri No nazionali, i quali, secondo gli acuti nostri investigatori del Ministero degli interni e, tra di essi, i “passatori di veline” alla stampa, sarebbero professionisti delle manifestazioni antigovernative, partecipano, organizzati e cattivi, a tutte le agitazioni del mondo, addirittura, tra questi, ci sarebbero pericolosi comunisti, anzi,  anarco-insurrezionalisti, (termine amato dal leghista Maroni e, adesso, anche dal suo successore Alfano), molto vicini alle aree più oltranziste del terrorismo, coperti da passamontagne o da, maschere antigas, armati di bastoni, di molotov, di catene, monete, accendini, cesoie, chiodi, cellulari, persino di fazzolettini di carta, pronti a distruggere e sfasciar tutto, sulla base della logica del “tanto peggio, tanto meglio”. Ma di la a pensare che, tra tanta gente, motivata politicamente, incazzata, generalmente militante nell’arcipelago politico dell’estrema sinistra, ma anche nel Movimento a cinque stelle, possano esserci dei mafiosi, è proprio grave. Sono stato, in passato, in buoni rapporti con Crocetta: ho cominciato ad avvertire qualche perplessità quando, dopo due sindacature a Gela, nel corso delle quali è riuscito a mandare in galera più di ottocento mafiosi ed è stato costretto a camminare sotto scorta, per questioni, come ebbe a dire lui stesso, “di sopravvivenza politica”, lasciò il PCd’I di Di Liberto per andare nel PD, dove venne eletto eurodeputato. Altre perplessità mi sono spuntate quando si è candidato alla presidenza della Regione assieme all’UDC.  L’incontro tra cattolici ( se così si possono chiamare quelli dell’UDC) ed ex-comunisti era perfettamente in linea con le strategie nazionali del suo partito). Questa mossa, rivelatasi vincente, ha comportato come conseguenza l’accettazione dell’alleanza con ambienti di cuffariana memoria, legati, soprattutto nella ricerca di affari e di consensi elettorali, ad ambienti mafiosi. Ma di là a dire che Crocetta sia amico dei mafiosi ce ne corre, si tratta di una cattiveria gratuita e ingenerosa. Stessa considerazione mi sarei aspettato da lui nei confronti di ex-compagni di viaggio che egli conosce bene. E invece ecco una bordata senza una prova, senza una motivazione, senza un minimo di onestà politica, raccolta come manna dal cielo da tutti i mass media nazionali, asserviti alle direttive del governo italiano, il quale, come del resto ha comunicato allo stesso Crocetta, non ha alcuna intenzione di sollevare una controversia internazionale con i nostri padroni americani. E così, anche gli specialisti dell’ARPA, già impegnati a dire che la distilleria Bertolino non inquina, si sono affrettati a certificare, proiettandosi, come indovini, in un lontano futuro su cui non è possibile prevedere nulla, che le onde elettromagnetiche dei muos non sono nocive. Sulla base di tale pilotata certificazione Crocetta ha revocato la sua precedente revoca all’’installazione dei diabolici attrezzi, causando l’incazzatura di tutto il movimento. Ma che c’entra la mafia in tutto questo? Forse che il Presidente della Regione voleva parlare di infiltrazioni mafiose negli ambienti americani che gestiscono l’installazione del muos, o forse si riferiva ad occulte presenze negli uffici regionali che lo hanno indotto a questo improvviso voltafaccia? Chissà perché, ogni volta che in Sicilia si alza la voce del malcontento contro le inconcludenti politiche governative, si debba pensare che dietro c’è la mafia: qualcosa del genere è stato fatto anche col movimento dei forconi, la cui colpa era di volere porre all’attenzione l’agricoltura, l’autonomia siciliana e una revisione della pressione fiscale. Se tutto è mafia, niente è mafia, diceva Sciascia. Nel nostro caso, schierarsi con i No-Muos significa schierarsi contro la mafia che, da sempre, spadroneggia sul territorio siciliano, stringendo alleanze con chiunque rappresenti il potere politico.  Quindi tutto è da leggere indiscutibilmente al contrario di quanto afferma Crocetta, per il quale sarebbe salutare un bel risveglio della coscienza di essere e di sentirsi siciliano. (Salvo Vitale)

 

 

( 12 agosto 2013 )



Ci sono 0 commenti sulla notizia