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Se si potesse insegnare la bellezza....

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Se si potesse insegnare la bellezza

 

Monforte San Giorgio è un paesino a un quarto d’ora di strada da Milazzo, in provincia di Messina.  E’ addossato su una collina e oggi ha visto ridurre la sua popolazione a poco meno di 3.000 abitanti. Nell’ultima tornata elettorale un gruppo di giovani, che aveva dato vita a un’associazione culturale, ha presentato una lista e ha vinto le elezioni, con un giovanissimo sindaco di 30 anni. Salvo Vitale e Pino Maniaci sono stati invitati dall’associazione Rita Atria, che dallo scorso anno gestisce una manifestazione culturale in questo paese: quest’anno il tema era: “Se si potesse insegnare la bellezza…”. La frase è tratta da un dialogo che Salvo e Peppino fanno nel film “I cento passi”, guardando dall’alto l’aeroporto di Punta Raisi: “Non ci vuole niente a distruggere la bellezza…forse, più che la politica, la lotta di classe, la coscienza e tutte ste fesserie…bisognerebbe ricordare alla gente cos’è la bellezza: Insegnargli a riconoscerla. A difenderla…E’ importante la bellezza, da quella dipende tutto il resto”. Prima di invitare i due ospiti una ragazza ha letto questo brano. Di seguito il giornalista Antonio Mazzeo ha letto una sua ricostruzione della mafia in provincia di Messina e in particolare a Barcellona Pozzo di Gotto, definita la Corleone del terzo millennio. Poi sono state poste  da Santo Laganà, presidente dell’Associazione Rita Atria, domande varie, in rapporto all’esperienza dei due giornalisti intervistati. Salvo ha ricordato alcuni passaggi importanti della vita e delle idee di Peppino, soffermandosi in particolare sull’importanza della comunicazione e della trasmissione di idee, sia attraverso i mass media che attraverso il sistema educativo dell’ambiente in cui si vive. In ciò ha individuato alcune radici della cultura mafiosa che non è facile smontare e combattere.

Si è parlato anche dei vari problemi della Sicilia, tra cui il Muos e le stravaganti dichiarazioni del presidente Crocetta che, sulla base di strane ricostruzioni familiari tra le donne presenti alla manifestazione, ne avrebbe individuato una che aveva lontani parenti mafiosi. Due bambine hanno offerto al sindaco di Monforte una bandiera No Muos e il sindaco si è impegnato ad esporla nel palazzo municipale. Tra un intervento e l’altro si è fatta mezzanotte e ha colpito la numerosa presenza di ascoltatori, soprattutto giovani, desiderosi di condividere le esperienze dei relatori. (S.V.)

 

( 14 agosto 2013 )



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