L'Italia segua l'esempio francese: scioglimento di tutti i movimenti neofascisti!!
"Servono coltelli e bombe" "Da me in facoltà ci sta una che non la tocca nessuno, non la guarda nessuno perché non so di quale tribù fa parte. Tribù ebraica. Se tu vedi, questa passa e tu vedi tutti gli israeliani, pure i palestinesi, cioè i palestinesi... Gli arabi che la salutano con rispetto proprio... La cosa infatti mi sta facendo stizzire troppo. Infatti io a questa la devo vattere (picchiare, ndr). O la picchio o me la chiavo e gli faccio uscire il sangue dal culo Però davanti a tutta la facoltà" "Vogliamo appicciare il negozio?"
Queste frasi sono state pronunciate da alcuni degli appartenenti a Casa Pound Napoli coinvolti nell'operazione delle forze dell'ordine del 24 gennaio. Sono parole che esprimono il pensiero(se tale può essere definito) dei fascisti del Terzo Millennio. Omofobia, maschilismo, razzismo, violenza, odio. Di cui si fanno portatori e che sono alla base della loro propaganda. La stessa Casa Pound alla quale era contiguo l'autore degli omicidi di Diop Mor e Samb Modou a Firenze nel dicembre 2011. E che non appartengono solo a Casa Pound ma a tutta la galassia neofascista, di cui sono espressione anche (tra gli altri) Forza Nuova e Fiamma Tricolore. Entrambi i partiti neofascisti vedono alla loro guida personaggi legati all'eversione nera e allo stragismo neofascista degli Anni Settanta. Forza Nuova è la stessa che lunedì scorso, in occasione della visita a Pescara del ministro Kyenge, ha esposto cappi sui ponti della città accompagnati dalla solita retorica xenofoba. Xenofobia che è stata la protagonista anche del sit in contro il mercato dei senegalesi di Pescara di alcuni mesi fa. Forza Nuova che, l'anno scorso, affisse manifesti omofobi ad Ortona. Potremmo proseguire ancora, l'elenco sarebbe sterminato. Un elenco che comprende anche svariati episodi contro il Liceo Socrate della Garbatella a Roma. Liceo che sabato scorso è stato vittima di un terribile attentato che ne ha devastato i locali. Un atto vandalico terribile per il quale si sono costituiti 4 ragazzi (di cui due minorenni) nei giorni scorsi. Uno dei quattro, da quel che leggiamo da alcuni organi di stampa, orbita intorno a Lotta Studentesca, l'organizzazione giovanile di Casa Pound. In questi mesi il Liceo Socrate si è trovato quasi da solo, eccetto alcune importanti voci dell'antifascismo militante, davanti alle provocazioni e alle manifestazioni di odio omofobo della destra neofascista. Si è creato un impunito clima d'odio, acceso dopo giorno in un crescendo continuo fino al raid vandalico di sabato scorso. Non è più possibile rimanere fermi, non è più accettabile l'avanzata dell'orda nera neofascista. Dopo l'assassinio di Clement Meric il presidente francese Hollande ha decretato lo scioglimento di alcune formazioni neofasciste. La Francia è tutt'ora animata da una grandissima indignazione e mobilitazione antifascista e antiomofobia. L'Italia faccia altrettanto: sciolga le formazioni neofasciste. Davanti al neofascismo non è possibile indietreggiare, non sono consentite "agibilità democratiche" o tergiversare, rimanere tiepidi, non impegnarsi. Respingiamo con forza la nostalgia del ventennio, l'intolleranza, l'odio, la violenza, l'omofobia e transfobia, il razzismo dei neofascisti. Non permettiamo loro di seminare e crescere nelle nostre città. Mobilitiamoci immediatamente, così come i nostri e le nostre compagn* in Francia, fino a quando il neofascismo non sarà consegnato al passato dell'Italia.
Proposta a:
Abruzzo Social Forum, Brigate di Solidarietà Attiva Abruzzo, Alternativa Ribelle Pescara, Ass. Antimafie Rita Atria, Collettivo La Mala Educacion, Jonathan - Diritti in Movimento, Laboratorio Le Antigoni, Zona22, Arcigay Chieti, Associazione Culturale Peppino Impastato - Casa Memoria, Associazione Senzaconfine, Osservatorio sulla Repressione, Rifondazione Comunista Abruzzo, Partito Comunista dei Lavoratori, Sinistra Critica Chieti, PeaceLink Abruzzo,
(Alessio di Florio)
NOTA
La proposta riceve, naturalmente, l’adesione dell’Associazione Impastato, da sempre sensibile ai temi della lotta al neofascismo, che già, negli anni ’70 era stata uno dei punti portanti del progetto politico di Peppino. Non ci sarebbe bisogno di leggi nuove e di appelli: la dodicesima norma transitoria della Costituzione è chiara: “è vietata, sotto qualsiasi forma, la ricostituzione del disciolto Partito Nazionale Fascista” . Ad essa sono seguite altre due leggi ordinarie, la legge 645 del 1952, detta legge Scelba, che all’articolo 4 istituisce il reato di apologia del fascismo e la legge 122 del 1993, la legge Mancino, che tra le altre cose punisce con la reclusione “chi pubblicamente esalta esponenti, principi, fatti o metodi del fascismo, oppure le sue finalità antidemocratiche”. Nel 2011 cinque deputati del PdL hanno presentato una proposta di legge per eliminare questo articolo della Costituzione che, da transitorio è poi diventato definitivo. Fortunatamente, dopo un coro di indignazioni, la cosa è stata lasciata cadere, ma continueranno a provarci. Va anche detto che il problema non è la legge, ma la volontà di applicarla, e proprio nei confronti di questo articolo, questa volontà non c’è mai stata, nemmeno ai tempi in cui è stato scritto l’articolo, quando ancora bruciavano le ferite del ventennio. Si è tollerata l’esistenza di un partito di chiara ispirazione neofascista, come il Movimento Sociale, si sono tollerate formazioni neofasciste, come Ordine Nuovo, Ordine Nero, Avanguardia Nazionale, Casa Pound e altre sigle di questo fango da sempre riemergente. Il centro destra ha poi fatto dell’appoggio neofascista una delle colonne portanti del suo consenso elettorale, non tanto per i ridicoli atteggiamenti semi-mussoliani del Berluscazzo, quanto per un progetto, ancora oggi aperto, di rivedere, in senso autoritario, la costituzione, con il presidenzialismo. Anche il PD troppo spesso sembra piegarsi o appoggiare queste spinte pericolose per la democrazia. Ciò detto, siamo dell’avviso che, visto che lo stato tollera e in diversi casi protegge le organizzazioni eversive di destra, bisogna prepararsi e attrezzarsi, per non subire la violenza dei palestrati fascistelli, la cui evoluzione mentale sembra essersi fermata alla prima giovinezza, primavera di bellezza, senza un minimo di riflessione sul fatto che il loro gioco, le loro bravate sono molto gradite ai padroni del potere, oltre che della ricchezza. Attrezzarsi vuol dire imparare ad associarsi, ad allenarsi, ad essere pronti in ogni minuto, per non soccombere alla prepotenza provocatoria di questi soldatini alla ricerca di un papà cui sottomettersi. Purtroppo, e nel fare questa considerazione la tristezza ciò riempie il cuore, sulla protezione e sulla repressione dello stato non si può fare affidamento, anzi, esistono all’interno delle forze dell’ordine, ancora oggi, rappresentanti che considerano queste strutture, in parte paramilitari, come elementi d’appoggio nella repressione del dissenso, soprattutto di quello antiautoritario. Lo stesso atteggiamento di benevola compiacenza, per troppo tempo, è stato usato nei confronti della mafia, che, a sua volta, si è assunto il compito di tutelare l’ordine esistente e i politici, oltre che i padroni, che lo rappresentano. Se bastasse la non violenza, per non essere vittime dell’altrui violenza, saremmo disponibili a praticarla giornalmente (S.V.)