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Parlare di mafia e di antimafia a Chiusa Sclafani

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Parlare di mafia e di antimafia a Chiusa Sclafani

 

Chiusa Sclafani è un paese di circa 5.000 abitanti a pochi chilometri da Corleone. Come tutti i paesi dell’entroterra siciliano ha subito, specialmente negli ultimi anni, le conseguenze della crisi economica e molti dei suoi giovani sono andati via a cercare lavoro. Per cercare di rendere gradevole e attraente la permanenza di coloro che restano, nel mese di agosto sono stati organizzati alcuni eventi culturali, tra i quali quello di domenica 18 agosto. Si trattava di presentare il libro di Luciano Iapichino “Le vene violate”, e dedicato ad Attilio Manca, il giovane urologo ucciso dalla mafia dopo avere operato alla prostata Bernardo Provenzano, a Marsiglia. Ancora oggi si tenta di far passare quell’omicidio come suicidio causato da una overdose di droga che il medico si sarebbe iniettata a Viterbo,  dove lavorava. La presentazione del libro è stata un’occasione per allargare il discorso alla presenza della mafia in Sicilia e ai vari momenti di lotta antimafia. Al dibattito hanno partecipato Gianluca Manca, fratello di Attilio, il quale ha ripercorso l’odissea della famiglia nel tentare di riabilitare  l’immagine del fratello, rispetto ai ripetuti tentativi di far passare il suo omicidio come suicidio. Hanno parlato anche il sindaco, Pino Maniaci, Salvo Vitale, Luciano MIrone e altri. Dopo l’intervento di Pino Maniaci, il quale ha fatto notare come esiste una sotterranea presenza mafiosa in ogni paese della Sicilia il sindaco, di provenienza UDC, ha detto che a Chiusa la mafia non esiste e che si tratta di illazioni senza fondamento. Il dibattito si è animato e i vari relatori hanno osservato chela presenza mafiosa non è necessariamente legata a una cosca o a un boss, ma ad atteggiamenti culturali, a sottili strategie economiche e politiche. Salvo Vitale ha spiegato che la complessità del fenomeno impedisce di dare risposte semplicistiche e ha messo in relazione le indagini sul presunto “suicidio” di Peppino con quelle di Attilio Manca. Anche Luciano Mirone ha passato in rassegna le strategie con cui vengono commessi i delitti di mafia, i quali presumono un momento di controllo perfetto del territorio e il tentativo di diffamare la persona che si vuole eliminare. Notevole l’affluenza del pubblico, accorso all’iniziativa e rimasto ad ascoltare per oltre quattro ore nello splendido salone della Badia dei Gesuiti.

( 19 agosto 2013 )



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