Un’accozzaglia di squallore
Un’accozzaglia di squallore:
è stata un’eccellente annata
le uova partorite dal più infame serpente
si sono schiuse mostrando
le vostre infime facce di traditori
usurai dall’indole perversa,
trangugiatori di sangue della povera gente,
siete cresciuti succhiando
alle mammelle della corruzione
il succo maledetto di mazzette
provenienti da omicidi commissionati;
impuri leccate i piedi
inchinandovi a cottimo ai vostri padroni
che cinicamente lasciano,
nelle vostre fetorenti ciotole,
i resti di infamie e calunnie da voi prodotte
frutto delle vostre anime avariate;
malati d’infantilismo
vi vantate dei vostri luridi tradimenti,
per voi pane quotidiano;
prostituti cacciati dai bordelli,
i vostri decadenti corpi
svenduti e manomessi
non tirano più, è inutile
cercare ancora di impegnarvi con oscenità
con il politico corrotto di turno
che vi arruola in cambio di qualche appalto
o di qualche lavoro sicuro,
che vi fa un’altra volta ancora accodare
al branco di maiali, voi, figli di scrofe,
che vivete ingrassandovi
con le disgrazie degli altri.
La vostra indole di spietati parassiti
presto viaggerà in prima classe
con il treno che conduce
nel padiglione nuovo dell’inferno:
non sentite la puzza nauseabonda
di carne bruciata
che emana dai vostri corpi sporchi?