Un paese normale?
Se questo è un paese normale? Non è un paese normale. Non è normale che il ministro degli interni, su sollecitazione dell’ambasciatore kazako e su approvazione del suo padrone Berluscazzo, amico del dittatore kazako, che in Sardegna ha una villa vicino alla sua, dove si è trasferito da qualche giorno, disponga la deportazione di due donne, moglie e figlia del più noto dissidente kazako, in Kazakistan, dove i suoi compatrioti, servendosi di esse, potranno ridurre a più miti consigli il dissidente, attualmente arrestato in Francia e, anche lui a rischio di rimpatrio. Non è normale che lo stesso ministronzo dica di non saperne niente, costringendo alle dimissioni il capo del suo gabinetto, che eseguiva i suoi ordini, non è normale che il Parlamento ratifichi con un voto la bugia, così come, qualche anno fa, aveva ratificato che Ruby era la nipote di Mubarak. Non è normale che il parlamento sospenda le sue funzioni, per consentire, agli amici di Berluscazzo, di decidere come comportarsi davanti a una sentenza di condanna per avere truffato il fisco, a proposito della compravendita dei diritti di Mediaset, così come non è normale il ricatto: se Berluscazzo sarà condannato, cadrà il governo, che, ufficialmente cadrà per qualche ben calcolata balla da ammannire agli italiani. Non è normale che un presidente della Repubblica decida che le telefonate a lui inviate seno segrete, o su come deve essere il governo e quali forze politiche lo devono appoggiare, così come non è normale che maggioranza e opposizione si mettano assieme per difendere una scricchiolante forma di potere da loro costruita nel corso di un ventennio, essenzialmente fondata sulla partitocrazia e non sulla volontà popolare. Che già, “partito” significa di una parte, ma non di tutti. Non è normale che il capitano Schettino, dopo avere fatto naufragare la sua nave e causato 12 morti, se la cavi con qualche mese di carcere, già con la condizionale, magari tornando a fare il capitano, mentre i puttanieri Mora, e Fede e la lenona Minetti, si becchino sette e cinque anni di carcere in primo appello, in attesa di essere assolti nel secondo. Non è normale che la magistratura mandi in prigione, per qualche mese, uno spacciatore di droga, mentre, negli Stati Uniti, il mafioso Badalamenti, per lo stesso reato, si è beccato 47 anni. Non è normale che abbiamo il debito pubblico più alto del mondo, abbiamo superato la soglia dei 2000 miliardi, il che vuol dire che negli anni passati ci sono alcuni che se la sono spassata a spese dello stato, senza preoccuparsi di come restituire o rimborsare i soldi che dilapidavano. Non è normale che una forza politica, sempre il solito berluscazzo, approvi l’IMU col governo Monti, costruisca la sua battaglia elettorale sulla cancellazione dell’IMU che aveva approvato e continui a far credere che se l’IMU sarà abolita del tutto, sarà una sua vittoria e non di tutte le forze politiche che voteranno per abolirla, perché, secondo la propaganda dei berluscones i sinistrorsi sono tutti tassaioli, godono quando si approvano tasse, mentre a destra vorrebbero abolire tutte le tasse. Non è neanche normale che il PD si sottoponga a tutte queste frustate che bruciano sulla sua pelle, dimenticando interamente la sua identità di partito popolare, di partito d’ispirazione socialista, e quindi di partito che dovrebbe lottare per aumentare le tasse a chi possiede la ricchezza, cioè al 20% di quelli che possiedono una ricchezza pari a quella del residuo 80%, e non ai poveracci dell’80% che non sanno come fare per arrivare a fine mese o per pagare i debiti contratti quando ancora erano lavoratori, cioè prima di essere licenziati. Non è normale che, dopo una vita di lavoro esista gente che chiede di andare in pensione e, nel momento in cui tale richiesta è accettata, si ritrovino senza lavoro e senza pensione, bollati con il termine esodati. Non è normale che in tutto il mondo esistano i socialisti e i loro partiti, mentre in Italia il solo termine “socialista” è sinonimo di ladro, se non di comunista assassino. Non è normale che i servizi segreti di questo paese si preoccupino di tenere sotto controllo le fasce di dissenso sociale e non quelle che ordiscono trame e strategie per impadronirsi di una fetta o di tutto il potere. Non è normale che si lasci morire del tutto l’economia produttiva del Sud, l’agricoltura in particolare, per riversare investimenti e capitali, come al solito, nelle regioni del nord, che, chissà perché, vengono prima delle altre. Di quale normalità si può parlare, quando si studia a tavolino una legge per estromettere la volontà popolare dalle scelte elettorali e lasciare al loro posto le intoccabili vecchie facce? E’ normale che si scelgano saggi, giuristi ed esperti vari per modificare la Costituzione più bella del mondo in senso autoritario, a cominciare con l’elezione popolare del presidente della repubblica? La lista delle anomalie potrebbe continuare all’infinito, dai tagli alla cultura, alla sanità, alla scuola pubblica, alle leggi contro la dignità umana, per il trattamento dei clandestini, per le norme sulla fecondazione assistita, per l’obbligo di mantenere in vita chi è già biologicamente morto, per la situazione nelle carceri, per la corruzione e l’evasione fiscale, per la legislazione sociale, per gli enormi oneri a carico dei datori di lavoro. Assodato che non siamo un paese normale, solo con l’anormalità della gestione politica si potranno risolvere i problemi di questo paese. Che vuol dire? Che il popolo dovrebbe reimpadronirsi dei suoi poteri per mettere sotto tutela coloro che dicono di rappresentarlo. E come? Tenendo sotto stretta sorveglianza, presidiando i luoghi del potere, facendo sentire ai politici il fiato sul collo. In ciò Grillo avrebbe materiale in abbondanza, ma se non lo fa neanche lui e la sua gente, se, per mancanza di coraggio ha congelato all'opposizione i voti a lui dati, vuol dire che l’anormalità è diventata ormai norma.
(S.V.)