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Il ritorno della mummia

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Il ritorno della mummia

 

 

Sono passati vent’anni dal primo videomessaggio, nel quale Berlusca proclamava la nascita di Forza Italia, e la mummia è tornata, imbalsamata, pelle tirata, aria truce, capelli sempre più incollati, stavolta leggermente gonfi ai lati, foto di famiglia senza Veronica, sulla scrivania, libri finti sullo scaffale alle sue spalle, “faccino levigato come un culetto di bambino” scrive Travaglio,  voce da De profundis, a incitare alla rivoluzione dei ricchi, stavolta non solo contro i comunisti, ma anche contro i magistrati che hanno osato condannarlo.  E quindi contro la giustizia italiana, che, secondo lui, è la più politicizzata d’Europa: quando lo assolve è politicizzata bene, quando lo condanna è politicizzata male, cioè è comunista. Così è stata buttata, due ore prima della votazione della Commissione in Senato, la prima pietra per la costruzione di Forza Italia due e così tornano due mummie, forza Italia e Berlusconi, incorporate in una sola. Gli altri non contano. Nessun accenno ai suoi leccaculo, a tutte le donnine che per lui strepitano e urlano come indemoniate, nessun riferimento ai servetti Schifani, Brunello, Ghedini e Augello. Solo lui, il dio offeso.,.    Marco Travaglio ha calcolato che, in un quarto d’ora, la salma parlante è riuscita a confezionare 20 balle, vero record, pari a 1,3 balle al minuto.  

 E adesso si continuerà nella cottura a fuoco lento del governo Letta, tra IMU, IVA, legge di stabilità e altre minchiate, sino a quando, tra qualche mese, tutti a casa, prima che si approvi qualche ritocco alla legge elettorale, che, così com’è, piace e fa comodo a tutti, persino al Grillo Parlante. Non ci saranno rivoluzioni, gli italiani ormai si sono stancati di questo cadavere che ci viene sbattuto sotto gli occhi e le orecchie per ore e ore della giornata, senza che nessuno dica: “basta”. Forse ci saranno anche pochi elettori, perché più nessuno crede che la politica possa risolvere i problemi dell’Italia. Personalmente ho acquisito una non comune capacità di cambiare canale ogni volta che vedo il bacucco o qualcuno dei suoi sciacquini in televisione. Ma spesso il cambio di canale non significa il cambio di immagine: i telegiornali sono sempre più fotocopie, su una stupidata, come il sollevamento della nave Concordia, hanno sprecato ore e ore di trasmissione, e poi sempre lui, dovunque lui con la sua faccia da culo, a far credere che, se in Italia c’è uno che comanda è lui, perché il popolo l’ha votato e quindi, secondo lui, lo ha dispensato dal carcere. Il poveretto è rimasto tra i pochi a credere in queste cose, ma intanto era e rimane la persona di cui si parla di più nei giornali e tutti coloro che si professano giornalisti continuano a credere che bisogna far così perché, secondo loro, Berlusconi fa notizia. Continua anche la conquista di tutti gli spazi televisivi: mentre al TG” rimane Masi, suo fedelissimo, su La 7 è stato spostato Salvo Sottile, per anni dilagante su Rete 4 e su RAI 1è stato piazzato il fedele Porro, che tenta di darsi l’aria di persona libera. La Commissione di Vigilanza, affidata al grillino Fico rimane a guardare, senza rendersi conto che  neanche negli Stati Uniti succede che, se qualcuno, da Obama in giù, scrive un videomessaggio, a parte casi estremi, questo debba essere pubblicizzato in un modo così vergognoso. Quando sono intrappolato da queste ossessive immagini, riesco a salvarmi perché mi viene da ridere, soprattutto a pensare che qualcuno pigli per cose serie queste stupidate. Quando finirà? (S.V.)

( 20 settembre 2013 )



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