Palermo: in 5.000 dicono no al Muos
Mentre i servi di Berlusconi obbedivano all’ordine, dato dal padrone, di dimettersi, alla stessa ora, a Palermo, si giocava una partita più seria e più complessa, quella contro l’installazione del Muos, un apparato di antenne sofisticatissime, controllato e gestito esclusivamente dagli Americani nel territorio di Niscemi. Secondo il telegiornale di RAI 3 e secondo la questura, i partecipanti erano duemila, ma, secondo quelli che ci siamo stati e abbiamo potuto constatare la lunghezza del corteo, c’erano oltre cinquemila persone a protestare. In prima fila le mamme del NoMuos, tra le prime a muoversi e a chiedersi quali malformazioni potranno causare ai loro figli le onde elettromagnetiche che passeranno attraverso il loro territorio. E’ stato tirato fuori un fantomatico documento scritto da professori e scienziati, i quali dicono che tali onde sono innocue, ma, in verità, gli studiosi interpellati hanno dichiarato di non avere scritto né firmato alcunchè, e, d’altronde, non potevano farlo, perché gli eventuali danni si notano nel tempo: essi non avrebbero potuto attestare una cosa di cui, al momento, non si sa niente, perché non ancora in funzione. E comunque il problema non è solo di tutela della salute, ma anche politico. Gli Americani che, con molta disinvoltura scorazzano sul territorio italiano, da Aviano, a Pisa, a Sigonella, occupandone vaste porzioni, dovrebbero mettersi in testa di fare i padroni a casa loro e di non mettere a repentaglio la vita dei siciliani, i quali, in eventuali casi di guerra, sarebbero tra i primi bersagli ad essere colpiti. Da quest’aspetto il governo italiano si è rivelato, da sempre, succube agli ordini americani e incapace di articolare una propria posizione. E quindi l’obiettivo della lotta è riuscito a mettere insieme le vaste frange di dissenso presenti in Sicilia e a chiedere di fermare un mostruoso macchinario che non è fatto per tutelare la nostra sicurezza. Il corteo, partito da Piazza Politeama, si è chiuso davanti al palazzo regionale dei Normanni, occupato, la sera prima, da militanti No Muos, che vi hanno srotolato una bandiera No Muos e una con No Mafia. L’iniziativa è anche servita a denunciare il comportamento del latitante Governatore Crocetta, il quale, in un primo tempo si era dichiarato contrario all’installazione, ma dopo ha fatto un immediato passo indietro, dichiarando, addirittura, che, tra i manifestanti potevanio esserci mafiosi. Non più ne meno di quanto aveva fatto la Polizia e la Digos, i quali hanno anche cercato di far passare la notizia che, a muovere le fila del movimento c’erano violenti, anarchici, blak blok e altra gente: del resto, nulla di nuovo, rispetto alla criminalizzazione che il truce Alfano ha cercato di fare con i No.Tav in Piemonte.