Berlusconi forever
Non se ne può più: adesso approvare che in Parlamento ci sia un voto sia palese è fare un colpo di stato. E, secondo i lecchini del pornoduce, colpi di stato ne sono stati fatti uno al giorno, a cominciare dalla sentenza di condanna fatta dalla magistratura, per continuare con l’accelerazione dell’iter del voto sulla decadenza, che, secondo le strategie dei legali del pregiudicato dovrebbe essere rinviato il più possibile. Non ci vuole molto a capire che di questa idea è anche tutto il PD, per allungare ancora la travagliata vita del governo. Perchè, girala come vuoi, tutto è là: se va a casa il condannato, va a casa il governo. Così ogni giorno ascoltiamo queste esilaranti battute di Brunello, di Schifiani, di Bondì, di Capezzolone che urlano al funerale della democrazia, a una ferita insanabile data alla democrazia, dalla violazione dello stato di diritto, dall’alterazione delle regole nel corso della partita ecc. Insomma, la richiesta di voto palese è un orribile delitto, perché non bisogna consentire che ognuno possa far conoscere a tutti i cittadini come vota, altrimenti non si è liberi di votare come si crede, dal momento che così lo sanno tutti: è meglio lavorare sotto sotto, in silenzio, è meglio comprare voti e consensi nascosti per far pendere il peso della bilancia verso la permanenza del grande capo nel parlamento, Ormai la degenerazione del linguaggio si lega alla pervicace volontà del pornoduce di ricattare il governo per rimanere in un posto, il senato, in cui, quest’anno, è andato solo una volta, quando ha annunciato la buffonata della fiducia a Letta, dopo avere preparato o fatto credere il contrario. E così continueremo ad “annacarci” questa triste vicenda, contornata da un uso abnorme delle parole, con significati storpiati e violentati, ogni giorno, sino a quando non si arriverà alla decisione finale. Tutto è stato detto: assassinio, ghigliottina, carcere duro, violenza, persecuzione, crudeltà, ferocia, orrore, così come per la condanna di risarcimento a De Benedetti si è parlato di rapina, furto, scippo e tutto quello che di più spaventoso si possa dire, mentre il povero condannato ai lavori forzati se ne sta ad Arcore in dolce compagnia della cagnolina. Certo, il voto segreto avrebbe potuto riservare sorprese: in fondo, l’operazione di scissione di Scelta Civica lascia adito al sospetto di qualche manovra di campagna acquisti, come già in passato con Scilipoti, con Razzi, con De Gregorio. Per il resto è chiaro che la strategia è quella di parlare ogni giorno di Berlusconi, pronunciare il suo nome, nel corso di una giornata, almeno 500 volte in ogni telegiornale e quindi inventarsi falchi, colombe, serpenti, caimani, iene, sciacalli, traditori, figlie che raccolgono l’eredità del monarca paterno, forza sorelle, dudù, il cagnolino viziato, Pascale, la giovane badante lesbica, nominata fidanzata da un patetico nonnino di 78 anni, il nanetto Brunetta che denuncia gli incassi di Fazio, ma non i suoi, ancora convinto che bisogna fare guerra alla Rai per far trionfare Mediaset,, la pitonessa Santa-neanche-nelle-anche che ripete paro paro tutte le minchiate che il suo amante Sallustri scrive sul Giornale, il saggio Quagliariello, che dice sempre che bisogna agire “ per il bene del paese”, ma che lo identifica con il bene di Berlusconi, Marina che non si vuole buttare in politica, Barbara che ci sta facendo un pensierino, Piersilvio che non gliene fotte niente, l’appannaggio mensile pagato alla ex , ridotto da 350.000 euro a 150000, ma cosa se ne fa?, la fagiolina a 80000 mila euro al chilo, le visite giornaliere di Alfano a Palazzo Grazioli, forse per incontrare il suo simile Dudù, il cambio di nome da PDL al nuovissimo Forza Italia, l’eternagiornaliera discussione sul voto sulla decadenza, e tanto altro, così da ridurre il povero telespettatore al limite della follia: chi tenta di sapere quali siano le notizie del giorno è sottoposto a un quotidiano massacro di berlusconismo, sino ad arrivare alla distruzione della sua identità, a dire: basta, non ce la faccio più, voto per berlusconi o per chiunque lui mi dica di votare. E in tutto questo tutti i giornali che ogni giorno pubblicano qualche foto ritoccata dell’Immarcescibile “Grande” e che continuano a parlarne, contro o a favore, con maniacale puntigliosità, come se non ci fossero altre cose di cui parlare e da sbattere in prima pagina. Il tutto chiamandolo per nome, silvio, così lo sentiamo più vicino, come uno di famiglia, raffigurato, a sconda dei momenti, con vecchie foto ritoccate nelle quali appare emaciato e sorridente o con foto più recenti, nelle quali appare irato ai sacri numi. In uno dei tanti film su re Artù, mago Merlino diceva a Morgana: “Ti condanno a scomparire; non si parlerà più di te”. E Morgana, spaventata, gli replicava: “No, no, è peggio che morire”. Ecco, questo è il punto: se vogliamo liberarci del pornoduce dobbiamo avere la forza di non parlarne, di non considerare notizia importante quello che lo riguarda, di rilegarlo alle ultime pagine, di farlo scomparire. E invece tutti, compreso me che sto scrivendo queste cose, continuiamo sempre a parlarne. Quando finirà?
(Salvo Vitale)