Decade berlusconi, non decade il berlusconismo.
(Salvo Vitale)
Da qualche anno i commentatori politici di tutti i giornali parlano di fine di berlusconi, di fine di un ventennio, di crisi del centrodestra e così via: mercoledì scorso la cosa ha raggiunto livelli parossistici tra tutta la banda di esaltati che gridava attorno al morto vivente, altri gruppi, che sono stati totalmente ignorati dalla stampa, i quali gridavano di gioia e brindavano, e il parlamento che, per fare il suo compito e il suo dovere, applicando le leggi da esso stesso votate, era trattato come un esercito di mafiosi che uccide una povera vittima. La mummia gridava le stesse cose che grida da tre mesi, “io non mollo”, “non me ne vado”, “ci siamo e ci resteremo” , “siamo solo all’inizio” ,e l’anatema “ve ne pentirete voi e i vostri figli”, assieme ad altre barzellette che tutte le televisioni nazionali, quasi sull’orlo dell’orgasmo, raccoglievano e mettevano in onda. Non c’è stata possibilità di sfuggire all’uragano di berlusconite, rovesciatasi sul capo degli italiani come una “tempesta perfetta”. Questo dimostra che ancora il fenomeno è in piena attività e che, per colmare il breve divario che lo separa dal centrosinistra, gli strateghi di destra hanno inventato la strategia del due per uno: Angelino sta dentro, Berluscazzo fuori, così si può fare, nello stesso tempo governo e opposizione: il PCI aveva inventato questa strategia quando si definiva “partito di lotta e di governo”, gli strateghi politici forzitalini l’hanno ripresa in modo da pescare tra contenti e scontenti e preparare l’ultima botta che assicurerà un altro ventennio di future glorie politiche. Quindi nessuno creda che finito il Berlusca sia finito il berlusconismo. Ripropongo un articolo scritto tre anni fa, sulle caratteristiche più evidenti del fenomeno, al quale non cambierei una virgola:
“Il metodo è nell’uso degli strumenti tipici della videocrazia, come l'esclusione dei personaggi scomodi dagli spazi televisivi e dai tabloid, scelta che sostituisce, a tutti gli effetti, la “pena di morte”. Schiere di leccaculo sono in fila ad elemosinare briciole, o addirittura niente, imbottite da passaggi mediatici dietro ai quali non c'è un'idea o un progetto politico, ma solo un uomo così pieno di sé da irradiare frammenti della sua immagine disgustosa e farli rendere digeribili e indispensabili. Difficile scegliere se ci troviamo davanti a un “signore” rinascimentale o a un signorotto feudale. E non si creda che tutto sia azionato dalla forza di convincimento e penetrazione dello strumento televisivo. Dietro ci sono fascisti di lunga navigazione, piduisti che hanno continuato ad agire indisturbati, monarchici e nostalgici di reali parate, industriali a caccia di spazi, di mercati, appalti in cui navigare: ci sono cristiani legati agli immensi privilegi che sono stati conservati al Vaticano, (dai finanziamenti alle scuole private, all'8 per mille, all'esenzione del pagamento dell'ICI per le immense proprietà ecclesiastiche), socialisti della prima repubblica, cui il neo-duce era già vicino negli anni 80, mafiosi e camorristi, con i quali sono stati stipulati, nel tempo, papelli, trattative, patti chiari e precise garanzie, circoli e associazioni che nascono come funghi e funzionano da comitati elettorali al servizio dell'onorevole di zona: trovi serate di gala condotte tra lo sfarzo e il fumo dell'aristocrazia, che ormai ha accettato nel suo campo generali, ministri e politici rampanti, prostituzione al servizio dei capricci e delle libidini dei nuovi gerarchi, funzionari e dirigenti ministeriali nominati all'uopo senza alcuna competenza,, per estendere l'ala di controllo in singoli settori dell'elettorato, primari e direttori sanitari al vertice di una rete che controlla il sistema ospedaliero italiano e lucra sui bisogni per distribuire risorse, attrezzature, farmaci, consulenze; c'è il sistema della giustizia che, a parte i pochi magistrati recalcitranti, diventati oggetto della persecuzione più feroce, da parte del neo-duce, perchè i giudici, quelli cui è rimasta un minimo di dignità, sono i soli ad avere, almeno sinora, gli strumenti per incastrarlo:, alti magistrati decidono a chi assegnare i processi , quali processi mandare avanti, chi individuare come colpevole da dare in pasto, chi far languire in carcere, anche senza niente a carico. Per non parlare dell'apparato militare legato ai ministeri degli Interni e della Difesa, dietro cui ruota una vasta e lucrosissima sfera di interessi, dalle commesse militari, al traffico internazionale delle armi, alle missioni all'estero, alle gerarchie che assicurano la difesa interna, ai servizi segreti, alla gestione delle carceri… Chi pensa che tutte queste varie articolazioni del potere non siano state capillarmente permeate dal berlusconismo non ha capito niente della sua devastante forza di penetrazione. Chi pensa che si tratti di una moda destinata a scomparire col tempo e con il suo leader non si è reso conto del complesso sistema di potere che ha eroso tutti i sostegni delle istituzioni democratiche, servendosi di una legge elettorale che col premio di maggioranza trucca le cifre e che da al capo-partito la facoltà di scegliere i suoi camerieri. Pertanto l'attuale regime, spacciato per seconda repubblica, si differisce in poche cose, rispetto alla prima, salvo che quella, almeno formalmente, era più rispettosa degli spazi costituzionali di democrazia e del ruolo di mediazione dei sindacati nel mondo del lavoro: per aggirare questo ostacolo è stata inventata la “costituzione materiale”, cioè la forzatura deliberata e antidemocratica della costituzione reale.
Qual’è il ruolo degli italiani in tutto ciò? Quello di sentirsi pienamente realizzati come servi e di identificarsi in squallide figure che esprimono i loro difetti più reconditi, dalla litigiosità permanente, al fanatismo, all'intolleranza verso altre forme di pensiero e di religione, dal razzismo becero al provincialismo meschino, dall'aggressione verbale a quella di gruppo nei confronti dei soggetti più indifesi, dalla vigliaccheria al tradimento, al cambio di casacca, alla ricerca dell'effimero e delle vie nascoste dell'illegalità con cui continuare a recitare il proprio ruolo di furbetti al seguito.
Certo non è tutto così: il berlusconismo ha contagiato sinora poco più del 30% degli Italiani votanti, grazie alla costante crescita delle astensioni, del qualunquismo, dei delusi, delle divisioni interne all'opposizione, delle collusioni più o meno striscianti, grazie alla ricerca delle briciole e delle elemosine concesse ai settori complici di un centrosinistra pauroso o subalterno. Esistono vaste frange del mondo cattolico, della stessa destra più responsabile, della sinistra più avanzata e più coraggiosa, del mondo dell'imprenditoria, che avvertono il peso e la nausea di questa generale mancanza di dignità e che cominciano a chiedere spazio nel generale piattismo della rassegnazione. Quanti di questi resisteranno alla voglia di allungare la mano?” (2010)