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12 dicembre 1969; Piazza Fontana: nessuno è Stato

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Nessuno è Stato

Piazza Fontana: è lì che comincia la storia dell'Italia contemporanea. E' lì che, con una bomba che causa undici morti, che poi diverranno 17 il12 dicembre del 1969 prese avvio, nell'Italia del boom economico, la "strategia della tensione", che doveva ricoprire l'Italia di morti, dall'Italicus alla stazione di Bologna, e che doveva realizzare un oscuro progetto fascista di "normalizzazione" nei confronti dei grandi movimenti di massa del '68. E lì che si scopre che i fascisti erano saldamente avvinghiati nello stato, con la protezione americana, e che non sarebbero stati disposti a cedere un millimetro di potere rispetto al crescente diffondersi del bisogno di democrazia e di giustizia sociale. Da allora c'è stato un disgustoso avvio delle indagini, è stato identificato "il mostro" nell'anarchico Valpreda, che non ne sapeva niente, sono state distrutte prove indispensabili, sono scomparsi testimoni fondamentali, è stata favorita la fuga di fascisti, come Giannettini, informatore dei servizi segreti italiani o di Freda e ventura, due bombaroli veneti che avevano preparato tutto. E' lì che il povero Pinelli ha lasciato sull'asfalto della via sottostante la caserma in cui era interrogato, la vita, per la sola colpa di essere anarchico.Un particolare che icompagni di Lotta Continua trovarono e pubblicarono in "Strage di Stato",ma di cui nessuno volle tenere conto, è che si telefonè all'Ospedale, da parte della questura, alle 11,57, mentre Pinelli venne gettato fuori alle 13,05: non sono, in assoluto sicuro degli orari, che cito a memoria, ma non ci vuole molto a dedurre che era già morto.

E' li che abbiamo imparato che contro le trame nere non c'era possibilità di spuntarla, perchè loro hannocome armi il delitto e laviolenza, esattamente come la mafia, mentre noi possiamo disporre solo del nostro amore per la legalità e la giustizia uguale per tutti. Eravamo e abbiamo continuato ad essere inermi, anche se siamo andati avanti lo stesso. Il proceso infinito di Piazza Fontana è andato avanti per cinquantanni e, alla fine, tutti ne sono usciti assolti. Non è esatto dire che non sapremo mai: sappiamo benissimo, così come sapeva Pasolini. Non tutti invece sanno, perchè non lo vogliono sapere, di essere rimasti a dormire, quando la democrazia è stata in pericolo. E pertanto, bisogna stare sempre con gli occhi aperti e pronti a reagire.

( 11 dicembre 2013 )



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