Il centro commerciale di Cinisi
Se ne parla da tempo. Dovrebbe essere ubicato in contrada “Bosco Tagliato”, a qualche chilometro dallo svincolo autostradale . Pare che il sindaco Palazzolo, dopo la costruzione dell’incompiuta via del Mare, dove sono state fatte le aiuole, ma non sono stati piantati gli alberi, voglia lasciare un altro segno, al paese, del suo secondo mandato. E così è stato fatto in modo che un’area destinata a verde agricolo, che dà ancora al territorio di Cinisi un angolo di una situazione boschiva ormai scomparsa, è stata riconsiderata dal Consiglio Comunale e trasformata in area per insediamenti produttivi. Cosa c’è di produttivo in un centro commerciale, è opinabile, nel senso che non si produce, ma vi si vende quel che è prodotto da altri e proviene da altre zone. Insomma, non si produce, ma si succhiano ai consumatori, soldi che spesse volte vanno a finire ben lontano dalla Sicilia. Quanto opportuna possa essere questa scelta, dopo l’apertura del centro Commerciale Conca d’Oro di Zamparini e del Poseidon di Carini, è una domanda che dovrebbe porsi chi va a investire i capitali in quella zona. Da tempo la crisi si sta riversando sugli acquisti e gli introiti dei centri commerciali si sono rivelati, dappertutto, inferiori al previsto, costringendo chi affitta un’area, un locale del “centro” per installarvi un’attività, a chiudere dopo qualche mese. Fra l’altro, già una decina di anni fa c’era stato a Cinisi il tentativo di costruzione di un centro commerciale, naufragato perché si era scoperto che in mezzo ci stavano grossi interessi mafiosi. Molte coincidenze si notano con quanto successo a Partinico, dove, per la ipotizzata costruzione della “Policentro” era stata acquistata, da imprenditori della Brianza, un’area di 270 mila mq. di terreno, con una percentuale sulle vendite dei terreni data alla cosca mafiosa locale dei Fardazza, area indicata come “artigianale” dal Piano Regolatore. Con il solito colpo di penna, l’area diventava commerciale, per volontà del Consiglio Comunale, una parte dell’area restava agli artigiani, ma, dopo quasi dieci anni di tira e molla, adesso gli imprenditori che volevano investire, hanno deciso di non cacciare più i soldi, non ritenendo più vantaggiosa la costruzione della struttura, e tutto è rimasto ancora fermo. Sulla vicenda di Cinisi è stata presentata dal deputato del Movimento 5 stelle Salvatore Siragusa un’interrogazione al presidente della Regione e all’assessore al Territorio e ambiente con la richiesta che si effettuino opportune verifiche su alcune gravi incongruenze, poiché, si legge, - “Riteniamo illegittima la realizzazione del centro commerciale annunciato a Cinisi in contrada Bosco Tagliato, sia dal punto di vista urbanistico-ambientale che nella scelta progettuale dell'insieme, dati alla mano”. La variante urbanistica che ha cambiato la destinazione dell’area fu approvata nel 2011 dallo stesso consiglio comunale di Cinisi ai sensi del D.P.R.447 del 98, incredibilmente già abrogato all'epoca dei fatti dal D.P.R. n.160 del 2010”. Una variante che risulterebbe pertanto irregolare e con essa tutti gli atti consequenziali, compresa la convocazione della conferenza di servizio indetta il 16 maggio 2013.
“Inoltre, - aggiunge Siragusa – non fu mai investito per competenza l'Assessorato Regionale per le attività Produttive e mai fu pubblicato il verbale di gara sulla GURS, obbligatorio ai sensi della legge n.71 del ‘78”. In realtà non si è tenuto conto nemmeno del fatto che l’area interessata dal progetto fosse attraversata da due grandi infrastrutture di valenza regionale, l'autostrada A29 Palermo-Mazara del Vallo e la ferrovia Palermo-Trapani, o che fosse addirittura sprovvista di urbanizzazioni primarie. Vorremmo far osservare al consiglio comunale di Cinisi e alla società proponente – conclude il deputato del Movimento 5 Stelle – che nel PRG vigente, già approvato dall'assessorato Territorio ed ambiente, esiste una zona destinata per attività produttive sufficientemente estesa per ubicare il centro commerciale ed è individuata in contrada San Giovanni, nella zona limitrofa dove è stata approvata la variante urbanistica. Non capiamo davvero come mai non sia stata presa in considerazione”. Per esaminare gli ultimi risvolti della vicenda stamattina, 19 dicembre si terrà un’altra conferenza di servizio. (S.V.)