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L’ASSOCIAZIONE IMPASTATO CHIEDE L’AFFIDAMENTO DELLA CASA CONFISCATA A DON TANO BADALAMENTI. 

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L’immobile sarà sede di una biblioteca e di un centro di promozione culturale e sociale 

 

La notizia della confisca definitiva della casa di Gaetano Badalamenti, sita in corso Umberto a Cinisi e comunemente nota come “la casa dei Cento Passi”, era nota già da qualche mese. Il primo sequestro era stato fatto addirittura da Falcone e Borsellino nel 1986, ma contro di esso erano stati presentati numerosi ricorsi da parte dell’avv. dei Badalamenti Paolo Gullo: in un primo momento era stato sollevata la riserva che, essendo morto il titolare, la casa era stata ereditata dalla moglie Teresa Vitale e dai due figli Vito e Leonardo, ma il caso era stato chiarito da una sentenza con la quale si decideva che i beni di titolarità di un mafioso potevano essere confiscati anche ai suoi eredi: successivamente un nuovo ricorso  indicava che, trattandosi di un bene ereditato e presumibilmente non acquisito con fondi di provenienza illecita, non poteva essere sottoposto a confisca: in tal senso, il tribunale ha giudicato non sequestrabile solamente il feudo di Dainasturi,75 ettari di terreno al confine tra Terrasini e Giardinello, dove Badalamenti aveva avviato una fiorente attività di allevamento, poi abbandonata dopo la sua scomparsa di scena, nel 1978. Infine è stata sollevata l’obiezione che agli eredi spettava almeno una casa in cui stabilire il proprio domicilio ed abitare, ma anche questo ricorso è stato respinto, secondo motivazioni che bisognerà leggere nella sentenza. Così il tribunale di Palermo, con provvedimento n. 7/0 del 26-11-07, divenuto definitivo il 4-11-09 ha completato l’iter giuridico per la confisca del bene, che è passato al demanio dello stato, il quale, espletate le verifiche di competenza, lo affiderà al Comune di Cinisi. Il sindaco, si è già detto disponibile a consegnare il bene all’Associazione Culturale Peppino Impastato-CasaMemoria , che attualmente gestisce la casa di Peppino Impastato in corso Umberto 220,  a Cinisi, sua sede sociale, e che, grazie alla collaborazione di sei unità del servizio di volontariato civile, si sta occupando della realizzazione di una biblioteca pubblica comprendente i testi attualmente presenti, composti da circa 200 volumi di proprietà di Peppino Impastato e da 1000 volumi frutto di varie donazioni: si tratta di testi di storia, geografia, letteratura, filosofia, sociologia, economia, con una specifica presenza di  argomenti relativi alla storia della Sicilia e del movimento operaio e contadino. Tale patrimonio librario potrà essere integrato da ulteriori donazioni, che diversi soci dell’Associazione sono disposti a fare, una volta disponibile lo spazio e i mobili adeguati  per contenerli. La biblioteca si ripropone di realizzare una rete con la biblioteca comunale di Cinisi, cioè una reciproca collaborazione per la consultazione e il prestito di testi in possesso delle due strutture, consultabili attraverso la consultazione dei rispettivi elenchi dei titoli in possesso. In tal senso l’Associazione ha presentato al Sindaco di Cinisi un progetto per l’utilizzazione del bene confiscato, che dovrebbe diventare sede della biblioteca e prevedere l’utilizzazione degli eventuali spazi disponibili per la realizzazione di attività culturali del tipo di quelle che nel 1976-77 caratterizzarono il “Circolo Musica e Cultura”, nel segno e nell’eredità trasmessa da Peppino Impastato (cineforum, dibattiti, recitals, presentazioni di libri, mostre ecc., ma anche corsi di recupero, di preparazione scolastica, di educazione musicale ecc.). Il progetto inoltre prevede che la casa diventi un centro di accoglienza dei numerosi visitatori che, nel corso dell’anno arrivano a Casa Memoria e che spesso, per il loro elevato numero, (trattasi in gran parte di scolaresche), non possono essere ricevuti e intrattenuti negli stretti locali della casa di Peppino e di Felicia Impastato. Va ricordato, come detto anche in una trasmissione nazionale di RAI 2, che Casa-Memoria accoglie da 10.000 a 15.000 presenze annue e che occupa il primo posto in Italia come numero di visitatori che vogliono effettuare forme di turismo alternativo con forte valenza d’impegno civile, oltre che realizzare un percorso di “educazione alla legalità”.  L’Associazione Culturale Peppino Impastato è nata nel 2002 per iniziativa di un gruppo di compagni di Peppino Impastato, ha promosso il Forum Sociale Antimafia, assieme ad altre realtà impegnate in questo settore, ed organizza annualmente, il 9 maggio, le iniziative per l’anniversario della morte di Peppino Impastato.

 

Il Presidente dell’Associazione, prof. Salvo Vitale, ha dichiarato: “Non è il caso di puntualizzare quanto richiamo locale, nazionale e internazionale potrebbe avere l’affidamento dell’immobile confiscato, a un’Associazione composta dai compagni e familiari di Peppino Impastato: si tratterebbe di una “riappropriazione”, al servizio della comunità, di  un bene di proprietà dell’assassino della sua vittima e di un eclatante esempio di come la giustizia e la legalità possano, sia pure dopo lungo tempo, trionfare sul delitto e sulla violenza mafiosa.  

 

                                                                                                                          (Salvo Vitale)

( 5 gennaio 2010 )



Ci sono 2 commenti sulla notizia
veronica: 05/01/2010 23:25:36
la casa del mafioso Rispondi a questo messaggio
sarebbe vergognoso che l'immobile finisse all'asta e acquistabile dall'estero. deve essere di Peppino.
veronica: 05/01/2010 23:26:14
la casa del mafioso Rispondi a questo messaggio
sarebbe vergognoso che l'immobile finisse all'asta e acquistabile dall'estero. deve essere di Peppino.