FORZE ARMATE E PRIVATIZZAZIONE
di Gianluca Di Feo
Tutta la gestione della Difesa passa in mano a una società per azioni. Che spenderà oltre 3 miliardi l'anno agli ordini di La Russa. Così un ministero smette di essere pubblico. Le forze armate italiane smettono di essere gestite dallo Stato e diventano una società per azioni. Uno scherzo? Un golpe? No: è una legge, che diventerà esecutiva nel giro di poche settimane. La rivoluzione è nascosta tra i cavilli della Finanziaria. Così, in un assordante silenzio, tutte le spese della Difesa diventeranno un affare privato, nelle mani di un consiglio d'amministrazione e di dirigenti scelti soltanto dal ministro in carica, senza controllo del Parlamento, senza trasparenza. La privatizzazione di un intero ministero passa inosservata mentre introduce un principio senza precedenti.che i pochi parlamentari dell'opposizione leggono chiaramente come la prova generale di un disegno molto più ampio: lo smantellamento dello Stato. "Ora si comincia dalla Difesa, poi si potranno applicare le stesse regole alla Sanità, all'Istruzione, alla Giustizia: non saranno più amministrazione pubblica, ma società d'affari", chiosa il senatore pd Gianpiero Scanu. Stiamo parlando di Difesa Servizi Spa, una creatura fortissimamente voluta da La Russa e dal sottosegretario Guido Crosetto.
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PAROLE, PAROLE, PAROLE…
L'approccio programmato con la progressione del ritmo riconduce a sintesi la riconversione ed articolazione periferica dei servizi al di sopra di interessi e di pressioni di parte, non assumendo mai come implicitamente compresa, con le dovute e imprescindibili sottolineature, una congrua flessibilità delle strutture. Inoltre il criterio metodologico estrinseca il superamento di ogni ostacolo e/o resistenza senza precostituzione delle risposte evidenziando ed esplicitando in un'ottica a priori i la suddetta congruità della flessibilità strutturale sulla quale si concretizza la complessità dell’operazione. Non bisogna dimenticare che il modello di sviluppo privilegia la puntuale corrispondenza fra obiettivi e risorse con criteri non dirigistici, fattualizzando e concretizzando quale sua premessa indispensabile e condizionante il coinvolgimento attivo di operatori e utenti.
Va da sè che il nuovo soggetto sociale riconduce a sintesi il decentramento delle funzioni decisionali, senza pregiudicare il livello delle prestazioni, non dando certo per scontato nella misura in cui ciò sia fattibile, l'annullamento di ogni ghettizzazione. Diventa evidente, quindi che l'approccio programmato riconduce a sintesi il ribaltamento della logica preesistente, senza pregiudicare il livello delle prestazioni, potenziando e incrementando quale sua premessa indispensabile e condizionante la congrua, solita e doverosa flessibilità delle suddette strutture nella loro intrinseca organicità, Concludo quindi che dalla base va prendendo forma ed affermandosi un nuovo soggetto sociale che porta avanti la verifica critica degli obiettivi istituzionali nel primario interesse della popolazione non dando certo per scontato a monte e a valle della situazione contingente il coinvolgimento attivo di operatori e utenti.
(rielaborazione di uno spunto di Marta Santini, 24-11-09 )