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Solidarietà ai pm siciliani finiti nel mirino dei boss ed al deputato europeo Rosario Crocetta. 

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Comunicato dell’Associazione Culturale Peppino Impastato-Casa Memoria di Cinisi

 

Esprimiamo solidarietà all’ex sindaco di Gela Rosario Crocetta, attualmente eurodeputato, e ai quattro pm antimafia finiti nel mirino dei boss in Sicilia e facciamo un appello alle istituzioni e ai cittadini perché non lascino soli coloro che combattono contro la mafia. L’attentato intimidatorio alla Procura di Reggio Calabria e al presidente Napolitano, e la scoperta della preparazione di piani stragisti contro il Procuratore Sergio Lari, contro altri magistrati della Procura di Caltanissetta e di Palermo e contro l’on. Crocetta dimostrano che la mafia è ancora attiva e tende a colpire coloro che, soprattutto i magistrati, indagano su particolari reati gravi connessi con il sovvertimento di principi fondanti del nostro ordinamento repubblicano. La magistratura e le forze dell’ordine continuano a svolgere un ruolo fondamentale nella lotta alla criminalità organizzata, nonostante i mezzi a disposizione siano sempre più scarsi, come deciso anche nell’ultima legge finanziaria di recente approvazione. Chiediamo precise garanzie di massima sicurezza nella vita pubblica e privata, per chi serve quotidianamente lo stato e si trova ad agire privo degli strumenti minimi di lavoro. La magistratura oggi si trova al centro di un doppio attacco, quello  della criminalità mafiosa e quello del Presidente del Consiglio, il quale, pur di non essere giudicato per le sue malefatte, non sta esitando, con la cricca dei suoi complici, a sfasciare tutto ciò che si pone come ostacolo tra i suoi crimini e la sua impunità: è questo il vero “plotone d’esecuzione” che minaccia di uccidere la giustizia in Italia. In un momento in cui ognuno pensa a se stesso e non si preoccupa dei rischi che per lui corrono alcune persone particolarmente esposte, è necessario assumersi la responsabilità di agire per la salvaguardia della democrazia e della legalità.

 

Cinisi 22-01-2010

 

IL PRESIDENTE

 

Salvo Vitale  

( 22 gennaio 2010 )



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