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Lo Zetalab ritorna a casa!

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Quando qualcosa ci viene sottratto ingiustamente, quando i diritti fondamentali ci vengono negati è necessario imparare a difenderli e a riconquistarli. Questo vale anche nel caso in cui siano le istituzioni corrotte e autoritarie a macchiarsi di questa grave colpa e a portarti nello stato di necessità e  costringerti a fare muro contro muro.

Quanto commesso dall’attuale governo e soprattutto dal ministro degli interni Maroni raggiunge livelli di gravità tali da vanificare qualsiasi tipo di accettazione da parte di coloro che conservano un minimo di umanità e di sangue caldo nelle vene.

L’atteggiamento sadico perpetrato nei confronti dei migranti non ha nulla di minimamente civile, cattolico o anche solo umano ed è solo frutto del potere che perseguita coloro che ritiene più deboli per disperderli, confonderli, costringerli al silenzio e allo sfruttamento schiavista. Serve anche ad incatenare coloro che per una serie di ragioni sono ancora liberi, non intrappolati dai meccanismi consumistici di questa società contemporanea, coloro che essendo apolidi ed avendo lasciato alle loro spalle e nelle loro terre d’origine condizioni disastrate, sofferenze, fame, guerra, ecc. una volta giunti nei nostri territori non hanno alcuna intenzione di farsi assoggettare dai meccanismi locali di violenza e di repressione messi in atto dalla criminalità organizzata e dalla cultura mafiosa. Purtroppo sono gli italiani liberi ad essere sempre di meno e gli spazi dove poter coltivare la propria libertà di espressione, di culto, di condivisione, di azione, ecc. sempre più angusti e assediati dalla volontà prevaricante del governo che vuole cancellarli per trasformare tutti i cittadini in una massa acritica ed omologata che abbia come unici riflessi condizionati quelli di andare a far la spesa al centro commerciale e di guadare alla televisione come unica fonte di informazione e di formazione.

Chi non accetta tali condizioni non può far altro che resistere socialmente e culturalmente difendendo gli ultimi punti di aggregazione, di contestazione e di crescita culturale e civile. Certo è necessario  difendere anche la legalità, ma quella pura, originaria, che ha come unico scopo la difesa dei diritti di tutti e la promozione dell’uguaglianza e non quella sua forma manipolata e ormai consolidata che ha l’unico scopo di difendere i privilegi dei potenti e costringere all’impossibilità di reazione tutti gli altri.

Viviamo a questo proposito nel paese dei paradossi, dove vengono santificati politici che definire corrotti sarebbe poco come Craxi e l’intero sistema giuridico viene sconvolto per salvare il capoccia Berlusconi e i suoi simili, dove la lotta alla mafia si manifesta in arresti non risolutivi circondati dal clamore, mentre i pilastri del potere criminale come i grossi interessi e i rapporti con il mondo della politica e dell’economia vengono lasciati indenni, un paese dove la legalità non può che essere difesa dal basso, anche alzando un po’ la voce e subendo qualche denuncia.

E’ per questo che sosteniamo il Laboratorio Zeta di Palermo nella sua rioccupazione per riconquistare quello spazio di condivisione e di accoglienza che è stato ingiustamente sottratto con violenza istituzionale per favorire i soliti giochi  di speculazione economica  e il guadagno di pochi interessati e non il benessere dell’intera collettività.

( 27 gennaio 2010 )



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