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Guerra agli uccelli: si può sparare tutto l’anno 

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Sono ben trentaquattro le specie di uccelli già a rischio che entrano di nuovo nel mirino dei fucili dopo l'approvazione del Senato della nuova legge che regola l'attività venatoria. Tra queste ben diciotto, ricorda la Lipu, si trovano in un cattivo stato di conservazione, uccelli come la beccaccia, l'allodola, la canapiglia e il codone, due specie di anatre già cacciate in periodo di migrazione prenuziale. A beneficio di queste specie, ricorda la Lipu, si dovrebbero applicare regole più dure per garantire la loro tutela: una migliore conservazione degli ambienti naturali, il divieto assoluto di caccia durante le fasi della riproduzione e migrazione e una lotta più severa al bracconaggio. Invece no ancora ai pallini. "E' gravissimo - ha detto Claudio Celada, direttore del settore Conservazione Natura dell'associazione - che nell'anno internazionale della biodiversità il primo provvedimento assunto dall'Italia rischi di essere la libera deroga dei calendari venatori. Ciò in un paese dalla posizione geografica di grande importanza per le popolazioni di uccelli in tutta Europa, e al contempo estremamente vulnerabile da un punto di vista ambientale". 

 

IL PROVVEDIMENTO 

Si sposterà alla Camera la lotta sulla caccia tra ambientalisti, appoggiati, si fa per dire, dal ministro Prestigiacomo, e governo, dopo l'emendamento della legge comunitaria approvato in Senato. Secondo quanto votato in aula, sarà possibile cacciare tutto l'anno, ma solo per quanto riguarda gli uccelli. Le Regioni, per potere stabilire il calendario della stagione venatoria, dovranno obbligatoriamente acquisire il parere preventivo dell'Ispra, l'Istituto superiore protezione e ricerca ambientale. Resta, invece, invariato per Regioni e Province l'obbligo di rispettare il termine di 5 mesi nella durata della stagione venatoria per le specie di mammiferi di cui è consentita la caccia, pur con la possibilità di modificare i calendari . Calendari che "devono essere comunque contenuti tra il primo settembre e il 31 gennaio dell`anno". Invariate le norme riguardanti gli ungulati, come cinghiali e daini. In sintesi, l'emendamento che è stato approvato dà la possibilità alle Regioni di decidere una caccia no limit. 

 

LE POLEMICHE 

Il ministro per le Politiche Ue Andrea Ronchi ha annunciato che con un nuovo emendamento alla legge era stata trovata una soluzione "in grado di combinare la giusta domanda di tutela della nostra fauna con la necessità di dare risposta alle richieste comunitarie". Furioso anche il ministro Prestigiacomo che aveva denunciato che "il testo in aula al Senato era diverso da quello concordato col governo". 

 

LE PROTESTE DEL WWF 

Nonostante solo un italiano su 10 sia favorevole alla caccia, il governo ha approvato un emendamento che dà la possibilità alle Regioni di decidere una caccia no limit. E' la posizione del Wwf che ha ricordato i risultati di un sondaggio secondo il quale il 69% degli interpellati è "fortemente contrario" alla caccia, il 10% "favorevole" e "neutrale" il 21%. (Apcom) 

 

PROPOSTA

 

Personalmente direi di aprire la caccia all’uccello dei parlamentari che hanno votato questa ennesima legge-porcata. Non che ci sia qualcosa da mangiare, ma almeno si eviterebbe a questi mascalzoni di riprodursi.

( 30 gennaio 2010 )



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