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I pentiti sostengono che abbia preso le redini del clan dopo l'arresto del marito, come un vero «uomo d'onore», oggi Maria Angela Di Trapani...moglie del boss palermitano Salvino Madonia, killer dell'imprenditore Libero Grassi, è stata condannata a 10 anni per associazione mafiosa. Le cronache raccontano che i due si sposarono nello stesso giorno della morte di Falcone e che questa notizia venne accolta dal Madonia come un regalo di nozze e salutata con un brindisi. Malgrado il carcere duro la Di Trapani faceva da intermediaria e gestiva una serie di affari di circa 25 milioni di euro nella zona dello Stadio di Palermo: tra questi il bar “Sofia”, adiacente all’ospedale di villa Sofia, oggi confiscato. Condannati anche gli altri sei imputati del processo, celebrato in abbreviato davanti al gup di Palermo Lorenzo Matassa. La pena più alta è stata inflitta allo zio della donna, Michele Di Trapani, che ha avuto 10 anni e 8 mesi. Gli altri protagonisti della vicenda giudiziaria, che ruota attorno a uno dei più potenti clan palermitani, sono stati condannati a pene comprese tra i due anni e 4 mesi e i 10 anni e 4 mesi. «Postina» dei messaggi inviati dal carcere dal marito, ergastolano al 41 bis, agli uomini della cosca, ma anche in grado di condizionare le nomine dei vertici dei mandamenti mafiosi, la Di Trapani venne arrestata nel 2008. L'inchiesta è stata condotta dai pm della dda gaetano Paci e Anna Maria Picozzi.
Anna Maria è figlia di Ciccio Di Trapani, indicato come uno dei killers di Peppino Impastato: il boss, dopo anni di militanza nel clan Badalamenti, passò con i corleonesi, arrivando a uccidere, il 6 ottobre 1984 il genero Leonardo Rimi: alla figlia Giusy portò come prova del delitto il Rolex d’oro che Rimi portava al polso. Ciccio Di Trapani venne “cunsatu” dai parenti, sul suo letto, essendo morto per infarto. Anche l’altro figlio, Nicola Di Trapani, è in carcere, avendo, per parecchio tempo comandato la cosca di Resuttana. Ma anche gli altri fratelli di Ciccio, Michele e Diego, particolarmente quest’ultimo, sono entrati e usciti diverse volte dal carcere, con pesanti accuse per associazione mafiosa. Tutto ciò ad ennesima dimostrazione che la cosca mafiosa di Cinisi è ancora efficiente.
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