Do lettura del documento finale preparato dai partecipanti ai diversi Forum sociale antimafia che si sono tenuti in questi giorni.
Cari compagni e care compagne, grazie a tutti voi che siete qui e che in queste giornate avete riempito insieme a noi le strade di questo paese.
Questa casa che per qurant’anni ha rappresentato un luogo di dominio della cultura e del potere mafiosi oggi diventa un’occasione di Liberazione.
Questo 9 maggio, a 65 anni dalla Liberazione, rappresenta per noi il 25 aprile della resistenza antimafia.
Alcuni anni fa, mia madre ha ricevuto il titolo di partigiana antimafia, oggi tutti noi siamo e diventiamo, come lei, partigiani di una nuova Resistenza.
Trentadue anni dopo la morte di Peppino, nelle giornate di questo Forum Sociale Antimafia, abbiamo provato a costruire insieme, dal basso, nuovi e più radicati momenti di riflessione, per individuare le modalità con cui continuare un percorso di resistenza, di lotta e di ribellione contro la mafia.
In questi nove anni ci siamo sforzati in tutti i modi di costruire percorsi di aggregazione politica e di lotta, mettendo in rete tutte quelle realtà che nei territori, dal basso, hanno condotto e conducono delle battaglie radicali e diffuse contro le devastazioni ambientali, la precarizzazione del mondo del lavoro ed i licenziamenti indiscriminati, il riemergere di feroci razzismi e lo sfruttamento brutale del lavoro migrante, le politiche energetiche e la gestione criminale delle emergenze ambientali, il controllo spietato dell’attività informativa, le logiche di esclusione sociale, l’avanzata dei neofascismi e le nuove forme di organizzazione della mafia.
Per questo Forum abbiamo pensato di dare ancora una volta la parola a tutte le realtà che in questo momento resistono nei territori. Proprio per questo, in questi quattro giorni i forum tematici sono stati la voce di tutte queste realtà che insieme al Forum hanno costruito un progetto politico che vuole raccogliere l’eredità della militanza politica e culturale di Peppino. Quest’eredità va per tutti noi al di là di ogni revisione “buona per tutte le occasioni”, e non si ferma a tutto quello che rappresenta oggi ma vuole e deve andare oltre.
In questi anni, infatti, tutte le realtà presenti, dalle più grandi alle più piccole, hanno avuto voce ed hanno trovato un’occasione d’incontro unica in Italia.
Non ce ne vogliano coloro che pensavano di fare di questa grande manifestazione antimafia una passerella - e li ringraziamo comunque per essere ugualmente presenti - ma questo Forum, ormai da 9 anni, ed oggi più che mai, è un Forum partigiano, autorganizzato e costruito da tutte le realtà che attivamente vi prendono parte.
Vogliamo quindi ringraziare tutti coloro che hanno preso parte a queste concitate giornate; tutti coloro che hanno animato le discussioni ed i dibattiti, tutti gli artisti che si sono esibiti e si esibiranno gratuitamente sul palco e quanti hanno riempito la piazza di Cinisi per animare queste serate; tutti quelli che hanno contribuito, con il loro impegno, all’organizzazione ed alla gestione di ogni singolo aspetto di questi lunghi giorni. Ringraziamo tutti i precari, i lavoratori, gli operai, i cassintegrati ed i licenziati, i migranti, gli studenti, le associazioni, gli spazi sociali, i collettivi, i movimenti, i comitati, le realtà sindacali e tutte quante le realtà politiche che sono state qui con noi, raggiungendoci dalle regioni più diverse dell’Italia; ringraziamo sinceramente e sentitamente tutti quelli che sono intervenuti ed hanno consentito di arricchire le nostre analisi e la reciproca conoscenza, l’elaborazione politica e la creazione di una rete diffusa.
L’esperienza di questo Forum, nato nel 2002 sulla scia degli eventi di Genova, sull’esempio di Peppino prosegue un percorso rivoluzionario verso una nuova resistenza, raccogliendo l’eredità di chi fin dal 1978 ha lottato per ottenere verità e giustizia sull’omicidio di Peppino. La vittoria di oggi sarebbe stata impossibile senza il grande impegno della famiglia, dei compagni e del centro Impastato.
Ripartiamo da questa casa con nuove e più forti responsabilità: fare di un luogo simbolo della mafia un laboratorio di liberazione e di lotta.
Oggi più che mai, contro mafia e fascismo, Resistenza.
Concludo con una mia considerazione personale:
Siamo molto contenti perché è stato scelto per l’affidamento della casa un giorno simbolicamente molto importante per tutti coloro che lottano contro la mafia e di questo vogliamo ringraziare tutti coloro che si sono impegnati in questa direzione.
Oggi è una giornata di festa non solo per Casa Memoria, i familiari e i compagni di Peppino, i movimenti e le associazioni che in questi anni si sono impegnate contro la mafia, trovando in Peppino e nella sua storia un punto di riferimento importante, ma anche per tutta la città, che proprio nella confisca di questa casa e nella sua trasformazione in centro di promozione culturale e sociale potrà trovare occasione di rilancio e riscatto.
L’affidamento alla nostra Associazione dell’immobile confiscato assume rilevanza non solo locale, ma anche nazionale e internazionale perché la storia e la figura di Peppino hanno oggi una valenza che va oltre i confini del nostro piccolo paese.
Dopo la sentenza di condanna di Gaetano Badalamenti, la destinazione oggi di un bene mafioso al servizio della comunità, rappresenta un altro esempio della vittoria della giustizia e della legalità sulla violenza mafiosa. Un esempio importante per i tantissimi giovani che in questi anni hanno frequentato Casa Memoria e che sono stati i grandi protagonisti di questa grande vittoria.
Il progetto che abbiamo presentato come associazione prevede di trasformare l’immobile in centro culturale anche attraverso la realizzazione di una biblioteca pubblica e in questa casa, che gestiremo in collaborazione con il comune, saranno anche individuati degli spazi per lo svolgimento di attività come quelle che caratterizzarono il “Circolo Musica e Cultura” negli anni 1976 e 1977.
Si potranno attivare importanti sinergie con l’amministrazione comunale realizzando un punto di accoglienza più grande per i numerosi visitatori che, nel corso dell’anno arrivano a Casa Memoria e che spesso non trovano spazio nei piccoli locali dell’immobile.
Questa giornata di festa, la grandissima partecipazione a questa bellissima manifestazione, insieme ai tantissimi messaggi di auguri e di solidarietà arrivati in queste ore, ci danno lo slancio e la forza per affrontare la gestione di questa casa.