Interventi di Antonio Ingroia, Pino Maniaci, Leo D’Asaro e Salvo Vitale
Il forum è stato aperto e coordinato da Salvo Vitale, il quale, ricollegandosi al tema, affrontato anche lo scorso anno, dell’emergenza democratica, ha rilevato che il pericoloso progetto di revisione costituzionale ha cominciato ad avviarsi con l’avvento della cosiddetta seconda repubblica e con tutta una serie di scelte, spesso appoggiate con entusiasmo anche dai partiti di sinistra, relative al sistema maggioritario, al premio di maggioranza, all’abolizione del voto di preferenza, alla soglia di sbarramento. Il colpo più grosso alla costituzione sarà dato, nei prossimi tre anni, con la scelta del presidenzialismo, con l’elezione diretta del presidente della repubblica e con l’ampliamento dei suoi poteri decisionali a scapito di quelli parlamentari: da tempo Berlusconi si è candidato a questo ruolo, che corona il suo sogno di onnipotenza e completa il disegno piduista di Licio Gelli.Il federalismo leghista è solo una vuota formula volta a espandere il divario tra regioni ricche e regioni povere.
Il procuratore aggiunto di Palermo Antonio Ingroia ha individuato nell’attacco giornaliero ai magistrati e nel progetto di riforma della magistratura, l’intenzione di distruggere l’ultimo e unico organo che ormai può opporsi alla deriva autoritaria voluta dall’attuale governo: la separazione delle carriere, la proposta di elezione popolare dei magistrati, il progetto di creare due C.S.M, l’intenzione di trasferire i poteri d’indagine alle forze dell’ordine e sottrarle ai magistrati, nascondono il chiaro disegno di sottoporre il potere giudiziario al controllo del potere esecutivo. La legge sulle intercettazioni, sulla quale Ingroia ha scritto un libro, è anch’essa un passaggio autoritario che impedisce ai giudici di disporre l’intercettazione, nel caso in cui si riscontrano elementi che potrebbero portare a indizi di colpevolezza. Invece il disegno di legge prevede che solo in presenza di gravi indizi di colpevolezza può essere autorizzata l’intercettazione. In tal caso intercettare non serve a molto, se non a confermare una pregressa colpevolezza. Multe astronomiche sono previste per giornalisti e direttori di giornali che pubblicano o rendono nota una notizia emersa dalle intercettazioni.Tutto ciò taglierà le gambe alle piccole emittenti, che non sono in grado di pagare. Il recente scandalo che ha coinvolto il ministro Scaiola, non sarebbe mai venuto fuori con le restrizioni della nuova legge. Ingroia ha poi risposto alle domande di molti dei presenti, illustrando i ritardi, gli accordi sottobanco, le omissioni e le debolezze dell’intervento politico evidenziati dal comportamento rinunciatario e spesso complice dell’opposizione.
Pino Maniaci, direttore della piccola emittente Telejato, ha illustrato, nel suo linguaggio colorito, la difficoltà di un’informazione corretta e obiettiva in un territorio ad alta densità mafiosa, come quello sul quale trasmette Telejato si ritrova schiacciata, da una parte dalla pretesa mafiosa di volere decidere che cosa possa e debba esser pubblicato , dall’altra dalla tipica intenzione delle forze politiche di volere esporre e imporre il proprio operato come forma di campagna elettorale o di sponsorizzazione della propria persona. Anche tutte le grandi emittenti nazionali seguono ormai questo principio, asservite al controllo e alle direttive del capo del governo che, direttamente o indirettamente ne ha il pieno controllo.
Leo D’Asaro ha approfondito quest’ultimo aspetto, dimostrando scientificamente come la formazione dell’opinione è in stretta relazione con la fonte che questa opinione trasmette: esiste in Italia un analfabetismo a vari livelli, facilmente manipolabile attraverso l’ascolto, da parte del 70% dei telespettatori, dei telegiornali del TG 1 e TG 5 , mentre solo una minima parte legge i giornali, fra l’altro anch’essi asserviti alle direttive governative o a quelle dei partiti da cui dipendono.
Sono intervenuti, successivamente, il sindaco di Cinisi Palazzolo, il quale ha espresso la sua idea sulla inopportunità di dare le case confiscate alla mafia ai senzatetto, ma di destinarle a fini sociali, Nino Rocca, che ha contestato tale opinione, sostenendo che il diritto alla casa e il suo utilizzo verso chi non ce l’ha ed ha difficoltà di sopravvivenza è già un fine sociale, Giovanni Impastato, che ha parlato della grande importanza della decisione di affidare la gestione della casa di Gaetano Badalamenti all’Associazione Impastato, Salvatore Borsellino, che ha individuato un filo comune tra i delitti di Peppino Impastato e di Paolo Borsellino, dato dal depistaggio e dalle gravi responsabilità degli apparati deviati dello stato.
Salvo Vitale ha chiuso i lavori notando come già nel Forum del 2002 aveva denunciato la necessità di sorvegliare sulla tenuta della nostra democrazia, a causa di un’intenzione tipicamente fascista della nuova destra italiana di liquidare gli istituti democratici e di portare avanti solo interessi privatistici e autoritari occultati da false immagini di benessere, di ordine, di sicurezza e di efficienza. Il disegno è ormai nella sua fase definitiva e il neo-duce, nonostante le denunce e gli scandali che caratterizzano il suo governo, ha creato una condizione di apatia e di addormentamento delle coscienze, da potersi permettere di fare e dire ciò che vuole senza che nessuno si indigni, responsabile anche una inesistente opposizione.
(Salvo Vitale)