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DAL PRESIDENTE DELL'UNIONE NAZIONALE CRONISTI ITALIANI (UNCI) GUIDO COLOMBA RICEVIAMO E VOLENTIERI PUBBLICHIAMO  

decresce la grandezza del testo Resetta la grandezza del testo Incrementa la grandezza del testo

Quando l’avversario combatte con uno spadone non lo si può contrastare impugnando una margherita.     

 

Con il disegno di legge Alfano sulle intercettazioni governo e maggioranza  cercano di travolgere la Costituzione e l’assetto giuridico e sociale della nostra democrazia.     

 

I giornalisti hanno il dovere di informare i cittadini in modo corretto, completo e tempestivo. Il primo loro obbligo è dunque quello di far loro capire cosa sta accadendo, combattendo in breccia la propaganda e il marketing politico di chi ha concepito e sta cercando di realizzare i punti base del Piano di rinascita della P2: disarmare la magistratura e imbavagliare la stampa. Perché la prima si occupi solo dei ladri di galline e la seconda convinca gli italiani di vivere dentro una soap opera continuata.    

 

L’Unione Cronisti ha capito immediatamente la portata eversiva del Ddl Alfano sulle intercettazioni e l’ha combattuto apertamente e duramente. E, allo stesso tempo, ha sollecitato tutte le organizzazioni del giornalismo a fare altrettanto.     

 

Con la stessa chiarezza, l’Unci sostiene che prevedere lo sciopero generale dopo un mese dal voto del Senato è un grave errore. Se è giusta, come lo è, l’analisi sull’attacco alla democrazia fatta concordemente da Unci, Fnsi, Ordine l’unica risposta al voto del Senato è lo sciopero generale immediato. Qui e ora. Sciopero seguito da un mese intero di manifestazioni in ogni città d’Italia e ripetuto alla vigilia del voto conclusivo della Camera. Prima del voto, non dopo.    

 

Quando la democrazia è  in pericolo è meglio farne due, tre, quattro di scioperi generali piuttosto che uno soltanto a babbo morto.     

 

Tutte le altre iniziative per informare i cittadini di quanto accade sono giuste e necessarie e vanno intensificate, ma lo sciopero generale deve essere l’arma principale dei giornalisti per contrastare il tentativo di sovvertire la democrazia.

( 9 luglio 2010 )



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