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Sopralluogo nella casa del boss Gaetano Badalamenti: entro novembre il bene sarà  consegnato. 

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Ieri 22 settembre, sopralluogo alla casa del mafioso Gaetano Badalamenti, del sindaco di Cinisi Salvatore Palazzolo e di Salvo Vitale, Presidente dell'Associazione Culturale Peppino Impastato, cui è stato affidato una parte dell'immobile. Erano presenti anche, in qualità di tecnici, per l'Associazione  l'ing.. Carlo Bommarito e per il Comune l'ing.

 

Il bene è  composto da tre piani di circa 180 mq.tra la via Venuti e il Corso Umberto.Il piano terra comprende “la stanza delle udienze”, quella dove il boss accoglieva i suoi numerosi visitatori, pronti  a correre da lui per qualsiasi incombenza, dalla richiesta del posto di lavoro, al voto, alla richiesta di giustizia, in assenza della giustizia ufficiale. Il boss era sempre disponibile a fare entrare nella sua sfera di controllo l'impiegato, il costruttore, l'imprenditore, il politico, il ladruncolo di piccola taglia o il killer professionista. E'  annessa una stanza interna, un bagno e un magazzino-garage, dove si trova una cisterna: non sono stati scoperti, al momento, passaggi nascosti per la fuga.  Al primo piano c'è un grande salone, la cucina, il bagno e due stanze. Altre due stanze al secondo piano, con annesso terrazzo su entrambe le vie e una cucina “all'antica”, con forno a legna. Qua è stata asportata una vasca,  probabilmente in pietra pregiata: per il resto lo stabile è ben conservato, se si eccettuano alcune infiltrazioni piovane all'ultimo piano e qualche lieve sollevamento del pavimento al pian terreno, a causa dell'umidità. Si accede ai due piani superiori da una scala circolare in porfido, che sembra essere l'unico segno di “prestigio” del mafioso cinisaro

 

Il sindaco ha assicurato che sono stati completati i lavori per l'acquisizione ai beni indisponibili del Comune e per il relativo accatastamento, considerato che la casa era sprovvista di concessione edilizia, in parole povere era abusiva.La casa è praticamente disabitata dal 1978, anno della morte di Peppino, ma anche anno in cui Badalamenti venne “posato” dal suo ruolo ai vertici di “Cosa Nostra” e sostituito da Michele Greco. Da allora il boss e i suoi due figli si resero latitanti, “canziati”, cioè scomparvero di scena, per sfuggire soprattutto al fuoco spietato dei killers di Totò Riina, che nei primi anni '80 seminarono a Cinisi una quarantina di morti.Solo nel 1986 Badalamenti sarà scovato in Spagna dall'FBI, estradato negli Stati Uniti e lì condannato a 47 anni per traffico di droga. Nel 2004 finirà i suoi giorni in carcere, dopo essere stato condannato, due anni prima, per l'omicidio di Peppino Impastato. La moglie, Teresa Vitale, legittima intestataria del bene,ha scelto di vivere a Castellammare del Golfo, probabilmente in compagnia della sorella, a sua volta vedova del boss di Alcamo Vincenzo Rimi. Si è limitata a qualche visita sporadica, ma ha portato avanti una serie di vertenze processuali contro la confisca, decisa a suo tempo, nel 1985, dai giudici Falcone e Borsellino e diventata esecutiva e definitiva solo con sentenza del

 

L'agenzia dei beni confiscati alla mafia, recentemente creata dal governo, con sede a Reggio Calabria, ha deciso, con decreto 6 maggio 2010, di assegnare il bene in parte al Comune di Cinisi per l'installazione della biblioteca comunale, attualmente al Palazzo dei Benedettini, e in parte all'Associazione Peppino Impastato, la quale ha presentato un progetto che prevede la creazione di una sala riservata ad assemblee, riunioni, cineforum, dibattiti e iniziative culturali varie, la creazione di una biblioteca specializzata sui problemi e sui vari aspetti del Meridione, in collaborazione con la biblioteca comunale, l'archivio di Peppino Impastato, e un laboratorio musicale con sala registrazioni per i gruppi che volessero realizzare e incidere la loro produzione.

 

Il Sindaco ha assicurato che, entro il prossimo mese di Novembre procederà  alla divisione dell'immobile e alla destinazione della parte riservata all'Associazione : nel frattempo il Comune si farà carico, contando di ottenere un finanziamento, delle riparazioni e dei lavori necessari per la fruizione del bene.La stipula della convenzione per l'affidamento e la gestione del bene sarà fatta per un periodo di venti anni. Da parte sua l'Associazione ha deciso l'invio di una richiesta di finanziamento all'Agenzia Nazionale di Reggio Calabria, al Ministero degli Interni, e al Comune di Cinisi, pari a 25.000 euro, indispensabili per l'acquisto degli arredi e delle attrezzature tecniche.

( 23 settembre 2010 )



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