Mauro appartiene, o è stato inserito nella categoria dei giornalisti uccisi dalla mafia, ma in realtà, come Peppino Impastato, non era, o non era solo un giornalista. Aveva cominciato i suoi passi politici presso la facoltà di sociologia dell'Università di Trento, quella frequentata, negli stessi anni da Renato Curcio, poi leader delle Brigate Rosse. Mauro aveva cercato una via più aperta alla creatività, anzichè alla rigida militanza, e disposta ad accogliere il grande movimento di massa degli studenti e dei lavoratori. E' infatti uno dei creatori del movimento "Lotta Continua, che, tra il 68 e il 78 rappresentò la punta culturalmente e politicamente più avanzata del dissenso in Italia. Tra il 71 e il 74 fu diverse volte in Sicilia, organizzando, assieme a Peppino Impastato, con il quale ebbe una bella amicizia, i disoccupati e i senza tetto di Palermo. Poi scomparve di scena per andare in India, dietro a utopie "arancione", e krisna, nel contesto della smobilitazione che coinvolse il movimento studentesco di sinistra dopo il 77. Lo ritroviamo a Milano, creatore di un circolo, il "Macondo", in cui si pensava non più alla politica, ma alla soddisfazione dei propri bisogni, promossa a politica e poi lo troviamo di nuovo impegnato in Sicilia, ad organizzare la comunità per tossicodipendenti a Valderice e a gestire un programma giornalistico di denuncia presso l'emittente televisiva RadioTeleCine. Fu tornando da una di queste trasmissioni che venne ucciso. Sulla sua morte sono state fatte tutte le ipotesi possibili e sono stati tentati tutti i depistaggi, tipici dei delitti di mafia che si vorrebbero seppellire. E' stato detto che era stato ucciso da Cardella, direttore della comunità e presunto amante di Chicca Roveri, moglie di Mauro. Fallita questa ipotesi sono stati tirati in ballo gli ex compagni di Lotta Continua, i quali lo avrebbero ucciso per non farlo testimoniare sull'omicidio del commissario Calabresi. Rivelatasi improponibile e fantasiosa anche questa pista, solo negli ultimi mesi, la riapertura delle indagini condotte dal giudice Antonio Ingroia ha affrontato con decisione la pista mafiosa ed individuato come mandante del delitto il capomafia trapanese Giuseppe Virga. Stasera a Trapani, alla Piazza del mercato del pesce, Rostagno sarà ricordato con una serie di iniziative, tra le quali, oltre alla proiezione di filmati, anche un libro a fumetti disegnato da Mario Rizzo, che già ha pubblicato , sempre a fumetti, la storia di Peppino Impastato. Per avere giustizia Peppino ha atteso 22 anni, invece per Rostagno la cosa sembra ancora lontana. Ciao, Mauro.