Il 25 settembre 2010 migliaia di persone hanno manifestato lungo le strade di Ponteranica (Bg) per chiedere il ripristino dell'intitolazione della Biblioteca Comunale a Peppino Impastato dopo il vergognoso atto di cancellazione del nome e della memoria storica avvenuto lo scorso anno ad opera del locale sindaco leghista Aldegani. Il corteo è avvenuto alla fine di una tre giorni di riflessione e di confronto finalizzata alla creazione di un Forum Antimafia del Nord. Si è trattata anche di un'importante occasione per esprimere lo sdegno e il rifiuto collettivo verso la politica razzista e pseudo-fascista della Lega e superare le ipocrisia del populismo e del legalismo leghista.
Per cominciare voglio ringraziare tutti voi per essere stati presenti in queste importantissime giornate. Occasioni come questa diventano sempre più importanti e rare, occasioni nelle quali abbiamo la possibilità di incontrarci, di confrontarci per costruire assieme una strategia per difendere gli ultimi barlumi di democrazia e di civiltà che illuminano il nostro paese ormai pronto a cadere nel baratro. Siamo qui oggi per chiedere rispetto per chi ha perso la vita in difesa dei suoi ideali, per noi cittadini e per la nostra memoria condivisa. Ma anche per dire basta, basta a coloro che stavolta in camicia verde si preparano a cancellare quanto di buono ancora resiste sotto il cielo italiano. L’aver concepito come emergenze quelli che sono le difficoltà e i problemi sociali del nostro paese ha influenzato per anni anche la lotta contro la mafia e per la difesa dei diritti, impedendoci di guardare al quadro generale di quello che è un vero e proprio piano di assalto alla nostra democrazia, a quei pochi pilastri sanciti dai padri costituzionali che elencano le nostre libertà e i nostri doveri condivisi, ciò che è il sostegno della nostra convivenza civile. Siamo sempre più condizionati dal bombardamento mediatico che ci sommerge con informazioni inutili o manipolate e ci costringe a considerare gli accadimenti politici ed economici come separati tra loro, anche quando sono fortemente interconnessi. Vogliono separarci, sottolineando le nostre differenze, gonfiando le nostre ansie e le nostre paure, il nostro egoismo, ecco cosa vogliono, renderci incapaci di collaborare con l’altro, guardando alle nostre somiglianze e alle necessità e al benessere collettivo. Hanno un solo scopo, quello di eliminare ogni sacca di resistenza al consolidamento di questo sistema, che da una parte assicura ottimi guadagni dalle speculazioni economiche e dalla riduzione del funzionamento istituzionale alla semplice cura degli interessi delle lobby, e dall’altra parte produce lo sfruttamento dei lavoratori, la schiavizzazione degli immigrati, la compromissione degli equilibri ambientali, la legalizzazione dell’illegalità e la conseguente diffusione dei traffici criminali. Ecco perché al sud la mafia e al nord la Lega sono stati ampiamente utilizzati come mezzi efficaci per produrre una degenerazione sociale notevole, portando all’imbarbarimento e all’esaltazione delle peggiori manifestazioni della nostra subcultura: l’omertà, il servilismo, il clientelismo, la paura del diverso, la volontà di fottere il più debole.
Perché il primo passo verso l’acquisizione del controllo assoluto di un paese è l’abbassamento del suo livello culturale, la trasformazione dei cittadini in bestie da domare.
L’economia e il controllo criminale del territorio così come le azioni politiche leghiste sono fondamentali per mantenere intatta l’attuale struttura di potere e difendere il blocco sociale che lo detiene, sottraendo ai semplici italiani la partecipazione democratica. La mafia al sud e la Lega al nord, quindi, sono riferimenti di quella nuova classe borghese neoliberista che ci sta accompagnando verso la cancellazione delle tutele sociali e dei diritti,per aumentare il cosiddetto livello di competitività e sottrarre ancora di più risorse al bene comune.Non è nuova alle cronache la copertura politica leghista assicurata a reti affaristiche che contaminano sempre più il settentrione. Come è avvenuto nel Nord-est dove centinaia di industrie si sono macchiate del reato di evasione fiscale sottraendo allo Stato centinaia di milioni di euro con l’avallo politico e la necessaria protezione assicurati da parte di esponenti locali della Lega. Mano a mano che i leghisti si infiltrano nella vita amministrativa dei territori da loro governati si costruisce una rete clientelare che non ha nulla da invidiare a quella che unisce mafiosi, politici e una certa imprenditoria nel meridione ed è fatta di corruzione e di giri di mazzette. Questo processo avviene nel totale silenzio, nella complicità e nell’indifferenza. Non sono soltanto le casse pubbliche, però, a fare le spese delle gravi azioni politiche condotte da Bossi & company, spesso il prezzo è molto più alto. Si compiacciono di essere i promotori di veri e propri crimini contro l’umanità, di regalare motovedette ai libici con i quali sparano sui migranti e a volte conservano qualche colpo per nostri concittadini colpevoli di essere pescatori e, da uomini degni, di soccorrere in mare i disperati.Giocano con le vite umane di decine e centinaia di uomini, donne e bambini in fuga, che hanno l’unica colpa di cercare di salvare la propria vita scappando da guerre, fame e terrore con la loro vergognosa politica in termini di contrasto all’immigrazione. Mi riferisco ai respingimenti e ai tanti provvedimenti che hanno riattualizzato pratiche razziste che pensavamo di aver abbandonato nei meandri della storia. Ma state attenti, il flusso migratorio non viene affatto bloccato, anzi, diviene ancora di più fonte di guadagni illeciti, merce di scambio per accordi privati economici tra Gheddafi e Berlusconi, un pozzo nero da cui estrarre manodopera schiavizzata, senza diritti e senza voce. La diffusione del razzismo diventa lo strumento essenziale per creare diffidenza, paura e quindi controllo, ma anche per ridurre alla necessità migliaia di persone che possono di conseguenza essere sfruttate senza limiti. Ma chiedetevi… perché nelle stesse zone che si vorrebbero libere dai “negri” e dai terroni nulla impedisce ai traffici criminali e agli investimenti di denaro sporco promossi dalla criminalità organizzata di farsi largo, spesso con l’avallo dei politici e degli imprenditori locali? Perché consiglieri regionali della Lega non disdegnano rapporti con famiglie terrone e mafiose? Ed ecco poi che arriva il turno delle banche e del sistema finanziario invaso dal verde leghista attraverso le fondazioni locali. È così che Profumo è stato fatto fuori. Volete ancora farvi prendere in giro da questi falsi sempliciotti in canotta bianca che “ce l’hanno duro”? Di duro hanno solo la faccia che è di bronzo, mentre agiscono come i peggiori speculatori con i vostri risparmi e la vostra fiducia. Siamo in pochi ad avere il coraggio di denunciare tutto questo e di opporsi mentre gli altri si nascondono dietro il “politicamente corretto”. E così finiamo per considerare accettabili manifestazioni pericolosissime per la nostra democrazia come riempire un istituto scolastico pubblico di simboli di partito come avveniva con il fascio ai tempi di Mussolini, oppure la limitazione delle nostre libertà in nome della sicurezza e della legalità. La vera legalità, però, non è quella sbandierata proprio da chi ha le mani più sporche per coprire le sue malefatte, la vera legalità è solo nell’uguaglianza, nel rispetto dei diritti di tutti. Promuovere la legalità senza tener presente questo vuol dire semplicemente fornire alibi e coperture, confondere ancora di più le acque. Chiediamoci… perché associazioni antimafia impegnate a livello nazionale decidono di non aderire ad una manifestazione del genere e non accettano di esporsi contro la politica razzista della Lega? Non voglio pensare che si riconoscano nel legalismo pseudo-fascista che funge da protezione a questo sistema politico-mafioso. Allora sono il silenzio e l’indifferenza rispetto a simili tematiche che pagano, in termini di contributi economici e possibilità, di affidamenti di beni confiscati redditizi, così da creare vere e proprie reti di distribuzione commerciale a livello nazionale ed internazionale gonfiate con finanziamenti pubblici e sicuramente favorite dal mantenimento di ottimi rapporti di simpatia con il Ministero dell’interno e il suo più alto rappresentante, il leghista Roberto Maroni.
Non voglio polemizzare, ma solo farvi aprire gli occhi, riportare un minimo di chiarezza.
La Lega ha diffuso consenso facendo leva sui peggiori comportamenti umani individuali e collettivi ci sta accompagnando in un vero e proprio declino culturale, in quella che è una delle peggiori crisi che abbia mai vissuto la nostra civiltà. Non è affatto vero che difende identità e tradizioni locali, anzi, le cancella, e le sostituisce con una pseudo-cultura fatta di buffonate da baraccone e menzogne, solo per catturare il consenso e per prendevi in giro. Possibile che non ricordiate, voi gente del Nord, chi eravate, chi erano i vostri nonni? Erano forse eredi dei celti, per giunta cornuti? Questa che state subendo è una vera e propria colonizzazione culturale e dovete ribellarvi. È proprio con questa consapevolezza che possiamo impegnarci allo scopo di far emergere dal fango gli aspetti migliori del nostro paese, la nostra cultura frutto di continui scambi e contaminazioni, le tutele democratiche sancite dalla nostra costituzione, la nostra memoria storica, quella che ci aiuta a non dimenticare chi siamo, gli eredi della resistenza partigiana. È proprio durante la resistenza che la lotta per un’Italia libera e unita ha raggiunto il suo culmine, perché un partigiano del sud non rifiutava di morire per liberare il nord e viceversa. A voi gente del Nord che siete orgogliosi delle vostre vere radici chiedo solo di recuperare la memoria, di sbarazzarvi di chi vi riempie la testa di baggianate. Dobbiamo essere uniti, uniti anche nelle differenze.
Come primo passo di questo lungo e difficile cammino di liberazione chiediamo con determinazione il ripristino dell’intitolazione della Biblioteca Comunale di Ponteranica a Peppino Impastato. Perché i nomi di quanti hanno perso la loro vita per lottare per il bene della comunità non possono essere cancellati, sono un patrimonio collettivo e quindi vanno collettivamente difesi. *
*discorso letto da Giovanni Impastato alla fine del corteo.