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Chi ci capisce è bravo

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Rischio di non capirci più niente: Fini è buttato fuori da Berluskazz incazzato e quasi tutti dicono che è lui che se n’è andato;  è fatto oggetto di una persecutoria campagna fondata sul nulla e molti pensano che è colpevole, che dovrebbe dimettersi, che ha perso di credibilità. E’ in atto la  turpe campagna acquisti per assicurare a Berluscosanostra la maggioranza autonoma e la chiamano “responsabilità nazionale”. I vari ex UDC , Mannino, Cuffaro ecc. hanno cambiato bandiera e dicono di averlo fatto perché Casini era troppo spostato a sinistra; Casini  ha dato loro il benservito ritenendo che fossero troppo a destra; Calearo, industriale veneto eletto nel PD, dice che si asterrà sul voto di fiducia al governo, per assicurare più tempo al PD di rafforzarsi in previsione delle elezioni;  Villari, eletto anche lui nel PD , quello che non voleva dimettersi da presidente della RAI neanche con le bombe, è passato armi e bagagli alla corte di re Berlusca, i cui esponenti nel Consiglio della RAI erano pure favorevoli alle dimissioni; Veltroni dice di volere l’unità del partito, e fa firmare ai suoi 70 fans, quasi tutti ex-margheriti, un documento che non dice niente se non che il PD è privo di guida; qualcuno parla di “papa straniero” che possa risollevare le sorti del PD e si  fa addirittura il nome di Profumo, quello buttato fuori da Unicredit con la piccola buonuscita di 45 milioni di euro e che quindi solo nel sogno può essere vicino ai problemi dei disoccupati  e dei morti di fame; operai  e impiegati hanno perso, in dieci anni 5.500 euro, ma continuano a votare  per il neo duce e per la sua stampella Bossi. Il quale dice che i Romani sono porci, si giustifica dicendo che era una battuta e tutto finisce lì, con qualche mugugno di Alemanno , tenuto al freno dal  neoduce. Il Berlusca ha un giro di 64 società off-shore per gli affari fuori bilancio e se la prende con chi ha venduto la casa di Montecarlo, dove è stata fotografata e pubblicata sul Giornale, nientemeno che una cucina Scavolini acquistata a Roma dalla compagna  di Fini; il ministro Francis, delle lontane isole di Santa Lucia, avrebbe dovuto tenere il silenzio sugli affari economici della sua isola, altrimenti nessuno ci va a depositare soldi, e afferma che il documento che dice che la casa di Montecarlo è di Tulliani è autentico: pure un orbo capisce che si è messo in tasca un bel gruzzoletto elargito da Roma dal solito furbone che di soldi ne ha da buttare. Spunta l’avvocato veneto a dire che la casa è di un suo cliente e nessuno gli dà retta. Ci sono le prove documentarie che accusano l’on Cosentino, e quindi il suo partito PDL  di collusioni con la camorra e la Camera vota per non farlo giudicare; lo stesso o quasi per Verdini coordinatore nazionale del PDL e autentica mente piduista di tutta la berlusconeria. Il grande burattinaio Lele Mora, che, nella villa sarda del premier decide quali ragazze devono lavorare alla televisione e quali no, organizza feste per puttanelle e troie pronte a vendersi  per niente, dichiara di avere avuto per amante il bel tenebroso Fabrizio Corona, che gli ha spillato una barca di quattrini: non si capisce, dalle dichiarazioni processuali chi dei due facesse la parte della femmina. 200.000 precari nel mondo della scuola hanno perso il posto di lavoro, ma la Gelmini afferma che i suoi non sono tagli, ma lotta agli sprechi; i deputati dell’MPA sono stati eletti nelle liste con il simbolo della Lega, ma odiano i leghisti, che a sua volta odiano i meridionali. Raffaele Lombardo appoggia a Roma Berlusconi e a Palermo caccia fuori  i berluscones locali, da Miccichè a Castiglione; a proposito, Miccichè dice di essere più berlusconiano di Berlusconi, ma vuole fondare un partito tutto siciliano, mentre Berlusconi se la intende con Bossi che, di siciliano ha solo la moglie. Sempre lui, il neoduce dice che siamo davanti al “teatrino della politica”, come se lui non c’entrasse niente e i giornali che pompano questo teatrino non fossero di sua proprietà; il governo riceve la fiducia con 342 voti, rispetto ai 275 dell’opposizione, e tutti gridano, che la maggioranza non esiste più, mentre Bossi dice che bisogna andare a votare.Fini  si atteggia a difensore della giustizia, è solidale con i giudici, ma è pronto a votare un nuovo lodo Alfano che salvi Berlusconi dai processi. Adesso spunta la Marcegaglia, quella che il Berlusca ha affettuosamente chiamato “Emma”, come la figlia della Gelmini, proponendogli il ministero dello sviluppo economico e diventata nemica solo per aver detto al governo di darsi una smossa, perché la pazienza degli industriali si sta consumando. Bossi dice:”Sono Porci Questi Romani” e Alemanno lo invita a banchettare assieme ai porci Romani per far pace: e così porci padani e porci romani si ingozzano in una grande abbuffata e fanno pace. Potremmo continuare all’infinito quest’assurda sequenza di fatti che lasciano frastornati e dove elementi come l’etica, la dignità, la serietà, la risata liberatoria, la stessa fede, si sono persi definitivamente per strada. Anche di questo dobbiamo dire grazie al neoduce che ci guida e ci conduce. 

 

(Salvo Vitale)

( 12 ottobre 2010 )



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