Solita lettera, questa volta non con consigli ed avvertimenti, ma con precise minacce di morte a Pino Maniaci, la cui emittente oggi è uno dei pochissimi, se non il solo esempio, in Sicilia, di come si possa condurre una libera informazione e di come si possa usare la voce e l’immagine per denunciare giornalmente le bravate dei mafiosi e per far crescere una nuova Sicilia dove non ci sia più spazio per questi , come li chiama Pino, p.d.m. (pezzi di merda).
A Pino, Salvo Vitale, collaboratore di Telejato, ha scritto:
Ho sempre qualche difficoltà ad esprimere solidarietà a chi è vittima della prepotenza e della tracotanza mafiosa, perché qualsiasi attestato di vicinanza non può minimamente accostarsi a quello che si prova quando si è minacciati. Cambia tutta l’impostazione della vita, il rapporto con la famiglia, il rapporto con la strada e con i conoscenti: davanti alla paura che serpeggia nei movimenti di tutto ciò che ti circonda, avverti la presenza di qualche occhio misterioso che controlla i tuoi gesti e i tuoi spostamenti che può colpirti in qualsiasi momento. E’ per questo che “solidarietà” dovrebbe significare “sto con te, condivido le tue scelte e il tuo lavoro, ma voglio partecipare ugualmente a ciò che fai, dando il mio piccolo contributo, facendo la mia parte, rischiando, se è necessario, senza stare a guardare, senza aspettare che sia qualche altro ad andare avanti e ad accorgersi che dietro nessuno lo segue, e che invece, a parole, tutti dicono di farlo”. Ciao, Pino, inutile dire di “resistere”, perché lo fai egregiamente e so che continuerai a farlo. Se c’è una bara già pronta non è la tua, ma quella degli stronzi che credono ancora , con questi sistemi, di poter fare, come una volta, il bello e il cattivo tempo. La società siciliana sta cambiando e noi vogliamo, dobbiamo essere tra quelli che possono dire: “io ci sono, ci sono stato, io ho fatto la mia parte”. Sempre in gamba.
Il Presidente dell’Associazione Culturale Peppino Impastato di Cinisi
Salvo Vitale