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Cinisi: Sequestrati beni a Michele Di Trapani.

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Terrasini: la strana storia di una villa su un terreno di Badalamenti 

Il sequestro per 22 milioni di euro effettuato dai ROS nei confronti del clan Madonia-Di Trapani, conclude per il momento un’indagine condotta dai pm della DDA Gaetano Paci e Anna Maria Picozzi, che ha portato in carcere, nello scorso 5 maggio, Maria Angela Di Trapani, moglie del boss Salvino Madonia, killer di Libero Grassi: i due, come si sa, si sposarono nello stesso giorno dell’attentato a Falcone e la notizia venne accolta dai Madonia  con un brindisi, come un regalo di nozze. Maria Angela è stata condannata a 10 anni per associazione mafiosa, avendo preso le redini del clan dopo l’arresto del marito. Nello stesso processo è stato condannato uno zio, Michele Di Trapani, a 10 anni e 8 mesi. Anna Maria è figlia di Ciccio Di Trapani, indicato come uno dei killers di Peppino Impastato: il boss, dopo anni di militanza nel clan Badalamenti, passò con i corleonesi, arrivando a uccidere, il 6 ottobre 1984 il genero Leonardo Rimi: alla figlia Giusy portò come prova del delitto il Rolex d’oro che Rimi portava al polso. Ciccio  Di Trapani venne “cunsatu” dai parenti, sul suo letto, essendo morto per infarto. Il passaggio del clan Di Trapani dalle truppe di Gaetano Badalamenti a quelle dei corleonesi, consumato alla fine degli anni 70, fu decisivo per la vittoria di Totò Riina e dei suoi complici. Anche l’altro figlio, Nicola Di Trapani, è in carcere, avendo, per parecchio tempo comandato la cosca di Resuttana. Ma anche gli altri fratelli di Ciccio, Michele e Diego, particolarmente quest’ultimo, sono entrati e usciti diverse volte dal carcere, con pesanti accuse per associazione mafiosa. Tutto ciò ad ennesima dimostrazione che la cosca mafiosa di Cinisi è ancora efficiente.

A Michele Di Trapani è stato sequestrato il capitale sociale della “Intral” (Industria Trasformazione Legno, intestato alla nipote Di Trapani Giuseppina, con sede a Cinisi in contrada Vecchio, assieme ad immobili siti a Palermo, in via Casalini, e a Cinisi in via G.Orlando: si aggiugano tre appezzamenti di terra, uno dei quali in contrada Margi-Bonanno, un magazzino e un ufficio,  e 4 depositi a risparmio. Sempre a Cinisi, a Vincenzo Sgadari, altro mafioso della famiglia, sono stati sequestrati 4 immobili, oltre che un cavallo battezzato “Iraq”. 

Ma altre strane cose succedono tra Cinisi e Terrasini: l’Espresso riferisce che “nel vecchio podere di don Tano oggi sorge una villa. Uno schiaffo a tutti i magistrati che hanno lavorato per confiscare agli eredi del padrino un patrimonio illecito valutato 100 milioni di euro. Ignorando le sentenze dei tribunali gli eredi di don Tano, la moglie Teresa Vitale e le nipoti, sono riusciti a vendere il terreno agricolo, nonostante una confisca del 2004, divenuta definitiva un anno fa. Gli atti finiscono all’agenzia del demanio di Palermo. I funzionari, lo scorso gennaio vogliono capire chi ha autorizzato la costruzione di quella villa nel limoneto di don Tano. La richiesta di chiarimenti finisce sul tavolo di Lorenzo Lo Grasso, vicesindaco di Terrasini. E salta fuori che i terreni di Badalamenti li ha comprati sua moglie e, nella villa costruita, abita la famiglia del vicesindaco, il cui stupore è autentico, nella misura in cui il terreno gli è stato venduto con l’inganno e nessuno, nei 16 anni trascorsi dall’acquisto, si è preso la briga di avvisarlo che qualcosa non andava. 

(Salvo Vitale)

( 18 novembre 2010 )



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