Dopo 25 anni e tre processi la tragica storia della Strage di Brescia si è chiusa, così come si era chiusa poco tempo fa quella di Piazza Fontana. Tutti assolti. Chi è stato? Nessuno. Forse non c'è stata nemmeno una strage e i parenti che piangono i loro morti hanno sognato. Non c'è stato "Ordine Nuovo" e i suoi squallidi camerati assassini, non ci sono stati i servizi segreti che manovravano questi esaltati, non c'è stata la P2 che sognava di creare quella che è poi diventata l'Italia dei berluscones. Per un mesto omaggio alle vittime di Piazza della Loggia ecco il ricordo di quella "bella piazza" nella canzone di Claudio Lolli:
Piazza, bella piazza
Piazza, bella piazza, ci passò una lepre pazza,
uno lo cucinò, uno se lo mangiò,
uno lo divorò, uno lo torturò,
uno lo scorticò, uno lo stritolò,
uno lo impiccò
e del mignolino ch'era il più piccino
più niente restò.
Piazza, bella piazza, ci passò una lepre pazza...
Ci passarono dieci morti
i tacchi, e i legni degli ufficiali,
teste calve, politicanti
un metro e mezzo senza le ali,
ci passai con la barba lunga
per coprire le mie vergogne,
ci passai con i pugni in tasca
senza sassi per le carogne.
Piazza, bella piazza, ci passò una lepre pazza...
Ci passò tutta una città
calda e tesa come un'anguilla,
si sentiva battere il cuore,
ci mancò solo una scintilla;
capivamo di essere tanti
capivamo di essere forti,
il problema era solamente
come farlo capire ai morti.
Piazza, bella piazza, ci passò una lepre pazza...
E fu il giorno dello stupore
e fu il giorno dell'impotenza,
si sentiva battere il cuore,
di Leone avrei fatto senza,
si sentiva qualcuno urlare
"solo fischi per quei maiali,
siamo stanchi di ritrovarci
solamente a dei funerali".
Piazza, bella piazza, ci passò una lepre pazza...
Ci passarono le bandiere
un torrente di confusioni
in cui sentivo che rinasceva
l'energia dei miei giorni buoni,
ed eravamo davvero tanti,
eravamo davvero forti,
una sola contraddizione:
quella fila, quei dieci morti.
CLAUDIO LOLLI