Dopo la grande giornata di ieri (Giovedì 25 novembre 2010) che ha visto in piazza migliaia di studenti autorganizzati, con l'occupazione dei binari della stazione e il blocco dell'entrata del porto (oltre ai cortei spontanei che hanno mandato in tilt la circolazione),questa mattina molti studenti della facoltà di Scienze Politiche ha interrotto le lezioni svolgendo un'assemblea straordinaria.Durante l'assemblea sono stati discussi i punti principali della riforma Gelmini, le sue conseguenze per il mondo universitario e la necessità di continuare il percorso di mobilitazione che sta travolgendo la città e l'intero paese.Gli studenti si sono trovati tutti d'accordo nell'intraprendere azioni di lotta radicali con l'obiettivo di sensibilizzare tutti coloro che ancora non erano a conoscenza della reale situazione dell'università, e con l'intento di mandare un messaggio chiaro di opposizione ad un disegno di legge che distrugge l'istruzione pubblica.In un momento di crisi economica, sociale e politica, noi non accettiamo che vengano fatte gravare su di noi, in termini di istruzione,libertà e assistenza economica, tali nevaste conseguenze.Con l'occupazione della facoltà vogliamo dimostrare che non ci fermeremo fino a quando la riforma non verrà cancellata!In questo momento stiamo dimostrando di non aver paura della repressione dello Stato contro il tentativo di riappropriazione dei nostri spazi, dei nostri saperi e dei nostri diritti quali reddito, istruzione libera, gratuita e accessibile a tutti, casa e servizi.L'occupazione deve esser vista in un'ottica di continuità con le forme di conflitto che giornalmente attraversano l'Italia, dalle lotte dei lavoratori per un lavoro stabile, a quelle dei migranti per la cittadinanza.Non accetteremo mai un disegno di legge che precarizza le nostre vite e che dispone illeggitimamente del nostro futuro e dei nostri sogni!
Da questa sera la facoltà sarà attraversata da momenti di socialità, discussione e creazione di sapere critico, per dimostrare che l'occupazione non è una forma di protesta vuota e fine a se stessa, ma vuole essere un momento di conflitto e di riappropriazione.
ANCORA PIU' CRISI, SEMPRE PIU' CONFLITTI
Studenti Scienze Politiche in lotta