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OPERA DI UNO SQUILIBRATO GLI ATTENTATI ALLA CASA DI PEPPINO.
Si tratta di Giampiero La Fata: una volta era compagno di Peppino
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Questa volta la mafia non c’entra. Gli amici del defunto on. Pandolfo nemmeno. I presunti attentati alla casa di Peppino sono stati opera di uno squilibrato, che versa da ventotto anni nella notte della follia. Si tratta di Giampiero La Fata, uno dei vecchi compagni di Peppino che, alcuni mesi dopo la sua morte, nel 1978 ha avuto una grave involuzione psicologica. Si è chiuso in casa per dieci anni, convinto che la mafia avrebbe ucciso anche lui. Aveva addirittura preparato un memoriale, da inviare alla Procura in caso di sua morte.
Dai tempi dell’esproprio delle terre di Punta Raisi Giampiero seguiva Peppino come un’ombra, ne condivideva le scelte, aveva anche lavorato a Radio Aut. Dopo la sua morte è subentrato in lui uno strano fenomeno di “identificazione”: aveva talmente introiettato l’immagine di Peppino al punto di identificarsi con lui. Era stato anche in lista, in quella tragica lista del 1978, che avrebbe dovuto portare Peppino in Consiglio Comunale: era risultato il quarto non eletto. Qualche giorno dopo la morte di Peppino aveva tenuto a Cinisi il suo primo comizio facendo il nome di Badalamenti come mandante dell’omicidio di Peppino. Dopo era subentrato lo squilibrio psichico. Nella sua lucida follia Giampiero si era messo a studiare chitarra classica e pianoforte, sempre evitando di uscire di casa o uscendone, dieci anni dopo, solo per qualche breve e isolata passeggiata.
Negli ultimi anni aveva subito un ulteriore processo di involuzione psicologica: dopo l’identificazione con Peppino era passato alla sua negazione: probabilmente, il suo lavorio incosciente lo aveva portato a credere che, non avendo potuto essere come Peppino, doveva negare la sua figura e distaccarsene definitivamente. Così aveva cominciato a rivedere totalmente le sue posizioni, al punto da frequentare ambienti vicini ad Alleanza Nazionale o a Forza Italia. Poi l’ultimo gesto, quello di buttare per ben tre volte bottiglie di acido nella casa di Peppino: una frase urlata davanti al quadro di Peppino ci chiarisce il senso di tutta la sua rabbia: “Ma vaffanculo pezzo di merda”. Rotti gli indugi, ha deciso di uscire dall’anonimato e farsi scoprire: forse ha cercato il gesto che gli desse un’identità, dal momento che la sua era stata una volta sacrificata all’ombra di Peppino. Piccolo ma significativo particolare: al momento dell’esplosione finale di rabbia Giampiero era in macchina con il suo anziano padre, che non si è reso conto di niente. Non si sa fino a che punto le sue ultime amicizie politiche di centro-destra possano avere influito sulle sue scelte e fino a che punto alcuni individui spregiudicati abbiano potuto approfittare della sua debolezza psichica e strumentalizzarla.
E possibile che la qualche brava persona di Cinisi si metta a dire: è una cosa fatta tra di loro: in realtà Giampiero non era più uno di noi: lo era stato in passato. Tanto quanto lo sono stati personaggi come Benedetto Cavataio, una volta direttore di Radio Aut, oggi dirigente locale di Forza Italia, oppure tanto quanto lo sono stati individui come Gianfranco Miccichè, Paolo Liquori, Giuliano Ferrara, Bondi e altri elementi di questo tipo.
Sul conto degli assassini di Peppino, oltre al delitto, al dolore causato nella famiglia e nei compagni, oltre l’offesa ai valori della democrazia, va inserita anche la follia di Giampiero, coltivata per lunghi anni ed esplosa oggi d’improvviso in questo gesto inconsulto.
Associazione Peppino Impastato – Casa Memoria
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Ci sono 20 commenti sulla notizia
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Dopo tanti anni ancora gesti di odio.
Sono vicina a Giovanni e Felicetta e li abbraccio con tutto il cuore.
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meno male che fino a quando uno "rimane dentro" nel vostro giro è un attivista
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meno male che fino a quando uno "rimane dentro" nel vostro giro è un attivista
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sei un vero COGLIONE abbi almeno il coraggio di metterci il nome nelle cazzate che scrivi, così è troppo facile...
-------- Messaggio Originale --------
meno male che fino a quando uno "rimane dentro" nel vostro giro è un attivista
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Meno male che quando uno è idiota spesso non riesce nemmeno ad esprimersi.
Impara l'italiano e soprattutto la legalità, la civiltà, il rispetto.
E abbi il coraggio delle tue azioni.
L'omertà non è fedeltà alla Mafia, è solo viltà nei confronti di se stessi e degli altri.
Vergognati.
-------- Messaggio Originale --------
meno male che fino a quando uno "rimane dentro" nel vostro giro è un attivista
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Conforta un po' il fatto che l'attentato sia opera di uno squilibrato, anche se dispiace che sia prorpio un compagno di Peppino, seppur perduto nella follia.
Comunque sono solidale.
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Sono rimasto scioccato da quanto accaduto. Tutta
la mia solidarieta` alla famiglia Impastato.
Carlo Ungarelli
Pisa
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E' proprio vero la madre degli imbecilli è sempre gravida
-------- Messaggio Originale --------
meno male che fino a quando uno "rimane dentro" nel vostro giro è un attivista
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Per quelli come te nemmeno la merda è un buon termine di paragone, si offenderebbe!!! Ed è la prova di quello che sei, un fascista vigliacco, vergognati feccia!!!
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sono di merda tutti i fascisti che scrivono comunisti di merda
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come fai ad essere così stronzo? non ti stupisci?
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Unico fascista buono e' il fascista morto! la lotta continua va avanti si evolve e dopo tanti anni di infamie e di vergogne sarete ricacciati x sempre nelle fogne! NON DIMENTICARE, TOCCA I COMPAGNI E SO' CAZZI DA CAGARE!! (99POSSE)
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Io dico sempre..
Non ho paura di Cosa Nostra, mi fa più paura la "gente comune", quella da cui non ti aspetteresti mai questo..
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ciao a tutti
non riesco a lasciare un messaggio sul sito di Peppino, così lo giro a voi.
sono Rosella Ferrari, assessore alla pace del Comune di torre boldone, in provincia di Bergamo.
Abbiamo da poco dedicato uno spazio a Peppino, e Giovanni è stato da noi in quell'occasione.
Così ora ci sentiamo colpiti personalmente dalla vigliaccheria di chi - protetto da un'omertà anacronistica e pesante come un macigno - continua a colpire dove già ha prodotto un dolore devastante.
Abbraccio forte forte Giovanni, garantendogli il nostro affetto e la nostra solidarietà.
Possono sradicare tutti gli alberi che vogliono: l'Italia diventerà una foresta piantata per Peppino. Possono corrodere tutti i gradini che vogliono: il mondo non avrà più barriere e la pace, la legalità, il rispetto verso ogni persona inonderanno ogni paese, spazzando via tutto quanto di marcio c'è ancora intorno a noi.
Coraggio, Giovanni. Coraggio a tutti, voi, amici che a Cinisi - e ovunque - lottate per dimostrare che il sogno di Peppino non è morto e non morirà mai.
Un abbraccio
Rosella Ferrari
p.s. per favore, girate sul sito di Peppino questo messaggio. Grazie
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il vostro comunicato è linkato a sgtoscanaxlasicilia.ilcannocchiale.it
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ho appena visto il film cento passi.nn ho resistito dal cercare in internet + info sul Peppino.vi faccio i complimenti a voi Impastato a voi del centrodoc perchè ricordate una cosa fondamentale.se di terrorismo in Italia si deve parlare è proprio quello mafioso.la lotta alla mafia nn può essere affare solo dei giudici.lascio perdere i politici visto chi siede in antimafia!deve essere la lotta di tutti noi.la mafia deve uscire anzitutto dalla ns mentalità che è la stessa da nord a sud isole comprese.questa è la vera ribellione.niente scuse!
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Io Peppino l'ho conosciuto solo dopo aver visto il film "I cento passi". Avevo 13 anni quando l'hanno ammazzato. La morte di Moro oscurò questo crudele omicidio. Spero che in Sicilia prevalga la gioia per la vita e non la sola lotta per la sopravvivenza.
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La mafia dunque non c'entra, almeno questa volta. Possiamo forse rallegrarci, anche se resta l'amaro in bocca al pensiero di quel poveretto dell'attentatore (che tragedia la sua vita!), ma anche di quanti, in quei giorni, hanno trepidato e sofferto. La mafia, comunque, esiste. Le polemiche politiche che stanno avvelenando questa pagina di commenti mi inducono a fare una riflessione. Non credo che la polemica da sola, portata a un livello quasi parossistico, serva a combattere la mafia, anzi... "Cosa nostra" non può che trare vantaggio da un clima di lotta, fino al punto da presentarsi come "male minore" (basta leggere un po' la storia della Sicila dell'immediato dopoguerra per capirlo). Abbassiamo i toni, per favore, consapevoli che c'è un nemico comune, la criminalità organizzata e tutti i suoi fiancheggiatori, un nemico furbo e camaleontico da richiedere una lotta feroce da parte di tutti gli onesti. Saluti
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la nostra è una solidarità sincera a una famiglia che ha avuto l'onore di avere un personaggio cosi importante che si è saputo distinguere da gli altri e per sfortuna a pagato anche per gli altri...credo che servano proprio queste persone per cambiare il mondo!!!
MITICO PEPPINO!!!
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Non Ci Avrete Mai Come Volete Voi !!! Continuate a Resistere Compagni Siciliani !!!
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