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pignorata la casa a Graziella Proto

decresce la grandezza del testo Resetta la grandezza del testo Incrementa la grandezza del testo

Dalla "Catena di San Libero" di Riccardo Orioles

 

Lettera dalla

Sicilia

 

Graziella Proto, amministratrice e redattrice dei Siciliani

anni '80, sta perdendo la casa per via dei vecchi debiti del giornale.

L'antimafia è bella e tutti appoggiano l'antimafia, si capisce: però le

cambiali, oltre vent'anni fa, le ha dovuto firmare Graziella.

I

Siciliani, una rivista "storica" e elogiata da tutti, vendeva fra 15 e

30mila copie. Però - imprenditori siciliani... - non aveva uno straccio

di pubblicità, e quindi ci voleva qualcuno che firmasse cambiali. E

questo qualcuno era Graziella.

La cooperativa faceva parte della Lega

delle Cooperative, che però in quel periodo aveva grossi affari coi

Cavalieri. Il giornale era un fiore all'occhiello - stando ai discorsi

- della Federazione della Stampa, dell'Ordine, dei compagni perbene di

tutt'Italia e in genere dei progressisti. Però le cambiali le firmava

Graziella.

Graziella Proto, in questi venticinque anni, è stata uno dei

più seri e validi - e meno propagandati - giornalisti antimafiosi.

Negli ultimi anni, sempre di tasca sua, ha fatto una bellissima

rivista, Casablanca, ed è riuscita a portarla avanti per quasi tre

anni. Nel primo numero c'erano la Borsellino, la Alfano, il Riscatto

della Sicilia, il Movimento delle donne, la Sinistra. Nessuna di queste

nobili signore s'è fatta mai sentire, non fosse che per ringraziare.

Infatti Graziella, per i pochi che avevano la bontà di conoscerla, era

quella che firmava le cambiali. Nessuno l'ha mai citata - ad esempio -

per la rischiosissime inchieste sui ragazzini di Paternò ammazzati da

Santapaola.

Non sappiamo cosa ne pensa Graziella. Ma noi pensiamo che

parlare di informazione e di antimafia è una presa in giro se non si

salva chi ha fatto informazione e antimafia non per un anno o due, ma

per venticinque. Bisogna che intervengano coloro che debbono, subito e

con urgenza. Sarebbe intollerabile vedere una Graziella vittima della

mafia (vera) e dell'antimafia (a parole).

Pino Maniaci e Riccardo

Orioles

 

* * *

 

 Comunicato dell'Associazione Antimafie "Rita Atria"

wrote:

 

< Dobbiamo ringraziare costantemente questo Stato per ricordare

le vittime di mafia e presentare il conto ai vivi. Quindi la mafia

ottiene un risultato pieno: uccide Pippo Fava e distrugge la vita di

Graziella Proto e di altri. Si parla di pignoramento della casa di

Graziella Proto al momento dell'omicidio Fava la presidente della

cooperativa Radar proprietaria della testata I Siciliani di Pippo Fava

(giornalista dalla mafia ucciso il 5 gennaio 1984).

Facciamo un appello

a tutti affinché dalle commemorazioni si passi ai fatti.

 

Quel

pignoramento è un insulto alla memoria di Pippo Fava e soprattutto è un

atteggiamento inaccettabile da parte dello Stato nei confronti di chi

nel tempo con atti concreti ha saputo resistere.

Gli sconti li facciamo

solo ai piloti, cantanti, etc... ma quel fallimento doveva essere

condonato per dignità. Vi preghiamo di scriverci per essere informati

sulle forme di protesta che attueremo, al momento ci stiamo

organizzando

 

Comunicato dell'Associazione Peppino Impastato di Cinisi:

 

"A Graziella Proto esprimiamo tutta la nostra vicinanza, con la

precisa coscienza che fare antimafia, in sicilia, serve spesso a far

pagare in prima persona chi si impegna. Ci chiediamo dove sono e cosa

fanno tutti coloro che dicono di essere stati vicini all'esperienza dei

Siciliani e tutti gli altri che incassano lauti stipendi di

parlamentari e si professano "esponenti dell'antimafia, senza che al

momento si siano decisi di farsi carico di questo problema e di metter

mano al proprio portafogli. Cercheremo anche noi di studiare come

raccogliere fondi di solidarietà". Ciao, Graziella.

( 10 giugno 2009 )



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