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ABBIAMO VINTO, ABBIAMO PERSO…. 

decresce la grandezza del testo Resetta la grandezza del testo Incrementa la grandezza del testo

( Salvo Vitale) 

 

Non sono bastate promesse di nuovi culi e tette esposte, non sono bastate dentiere ai terremotati, non sono bastati giuramenti sulle teste dei figli, apparizioni a tutto campo nelle  5 reti televisive, non le tette al vento della moglie ingrata, non le passate di cerone durante i comizi....Insomma, dove ha sbagliato l’Eccelso, cosa può essere successo affinchè il sogno del totale controllo dell'Italia potesse crollare così di botto? Eppure l'esercito era schierato alla grande, di fronte solo un’armata brancaleone allo sbando.

 

In realtà, se rivediamo senza trucchi le cifre, scopriamo che non è cambiato nulla: la percentuale dei votanti, considerata la più alta d’Europa, è tale perché in gran parte dei comuni del centro nord c’erano anche le elezioni amministrative, che mobilitano truppe numerosissimi di elettori a caccia:in Sicilia non è successo soltanto perché le amministrative erano in pochi comuni. . Attribuire l’insuccesso del PdL all’astensione, significa solo, secondo le trovate del premier,  che molti siciliani non sono andati a votare  perchè “schifiati” dalla campagna “infame” sulle vicende personali del Sultano. Quindi, ci prendono per truppe cammellate di pecoroni e per cretini che si lasciano attrarre dagli scandali. E tuttavia noi siamo sempre contenti di essere trattati a pesci in faccia! Ci si scorda che c’era  l’alleato MPA e annessi di Lombardo, oltre all’ex alleato Cuffaro,  a succhiare voti a destra. Il povero ducetto in smobilitazione non ha neanche  superato il suo stesso record di preferenze, che era di 2 milioni e mezzo: in Friuli Venezia una sconosciuta, tale Giulia Debora, trentotto anni, consigliere provinciale a Udine nelle liste del Pd, batte Papi 73.910 a 64.286: lo sciupafemmene  battuto pure da una donna. I più cattivi dicono che, in una botta sola ha perso le elezioni,  le  erezioni, la moglie e la figliolina adottiva Noemi: in compenso ha incassato i miliardi di Kakà e di Ancelotti.

 

Anche su altre cifre è cambiato ben poco: i voti del PdL sono andati alla Lega, quelli del Pd meno elle a Di Pietro, ai radicali e ai redivivi kamikaze post-comunisti. In Europa si è parlato di sconfitta dei socialisti, ma se consideriamo la straordinaria crescita dei Verdi, i quali non sono di destra,  in Germania, in Francia, In Grecia, in Svezia, le cifre si ricompongono, malgrado i contorsionismi mentali di chi le vuole alterare. In controtendenza in Italia i Verdi in Italia, incapaci di esprimere progetti politici autonomi e alternativi.

 

Una parola sugli eletti:  non so chi stia peggio, se i campani che eleggono il solito Demente Mastella, o i padani che hanno il coraggio di votare il maialetto Calderoli, in completo color pistacchio: non so chi stia meglio, se i siciliani che eleggono Rita Borsellino o i calabresi che danno il 18% di voti al giudice De Magistris in lista con Di Pietro.

 

Riassumiamo: il PDL ha perso meno di tre punti, dopo che un tribunale ha sancito la qualifica di corruttore per il suo grande Capo e dopo lo scandalo scoppiato con annessi festini di minorenni e di ospiti politici con il pisello di fuori, trasportati gratis dagli aerei di stato nel puttanaio sardo di Villa Certosa. Per una stupidaggine più leggera in Gran Bretagna il partito laburista è stato massacrato. L’altro ieri "Il Giornale" a pag. 5 in uno schema affermava quanto segue: il voto sarebbe stato UN TRIONFO se il PdL raggiungeva il 40%, un BUON RISULTATO se raggiungeva il 37% un INSUCCESSO se restava sotto il 37% . Oggi il padrone di questo giornale e dell’Italia, malgrado il 35%, dice che il PdL che ha vinto su tutta linea, “malgrado la campagna di diffamazione nei suoi confronti”.  I marziani del PD perdono oltre sette punti percentuali, spariscono totalmente in molte zone del nord e comunque sono soddisfatti. Perdono tutte le province, (17 a zero) anche in zone da sempre rosse, sono maltrattati nelle amministrazioni comunali, ma dicono che il loro inesistente progetto ha superato l’ostacolo ed è pronto per decollare: dicono anche che in fondo la colpa è di Di Pietro che si è preso i loro voti, ma che rimangono sempre nella stessa casa, e dei radicali che si sono presentati con una lista propria prendendo il 2,2%. Sette meno due cinque.

 

Alcune considerazioni ispirate da Marco Travaglio:”Berlusconi ha iniziato la sua terza fase discendente: come sempre avviene quando comincia a governare, c’è un periodo di rincoglionimento collettivo dovuto all’imbonitore, alle televisioni al seguito, dopodiché quando si toccano con mano le truffe messe in atto, il consenso comincia a precipitare. Il problema qual è? E’ che poi quando il de-cadente finisce di precipitare e perde le successive elezioni politiche, le vince il centro-sinistra, il quale fa dimenticare alla svelta le porcate di Berlusconi e lo risuscita dalle sue ceneri, come è già avvenuto due volte. Certo, manca, il 15% per avere la maggioranza nel paese e quel 15% non glielo può portare neanche la Lega che sta appena sopra il 10. Dall’altro lato il Partito Democratico con la sua comica vocazione maggioritaria, un anno fa aveva preso il 33 e rotti e adesso sta al 26,1, il che significa che sta esattamente alla metà dei voti  necessari per avere una vocazione maggioritaria e quindi inevitabilmente dovrà tentare di allearsi con quelle forze che ha sdegnosamente respinto alle elezioni dell’anno scorso, e che intendeva respingere dopo queste elezioni, cioè la sinistra estrema e l’inquilino scomodo Di Pietro, che invece gli ha portato via anche le mutande! Così, dopo la legnata, si profila un ritorno del PD alle vecchie abitudini dell’inciucio, perché qualche “piddirino” ha scoperto, non si sa come, che l’antiberlusconismo non paga: certo, i soldi li ha Berlusconi.

 

La Lega cresce di 2 punti rispetto alle elezioni dell’anno scorso, è molto meno eclatante il successo  rispetto a quello di Di Pietro: in un centro-destra che perde intercetta qualche voto in libera uscita ed è la dimostrazione che quando si parla chiaro, magari dicendo stronzate, pur con soluzioni indecenti, a volte xenofobe, dando l’impressione di rispondere a quello che la gente chiede, poi la gente risponde. E’  incoraggiante il fatto che nel centro-destra ci sia un 10% di elettori che si dichiarano proprio antropologicamente estranei al modello berlusconiano, infatti continuano a votare un partito come la Lega che ha molti leader  impresentabili, pur di non votare per quella coalizione che ha scritto Berlusconi Presidente, anche se Berlusconi non potrà fare il Presidente, né niente altro in Europa, perché già purtroppo è Presidente del Consiglio in Italia.

 

Berlusconi, non ha neanche il 50% dei consensi con tutta la sua coalizione: se gli vogliamo aggiungere la Lega, arriva al 45%, se gli vogliamo aggiungere, ma è tutt’altro che scontato, anche l’ Mpa di Lombardo e la destra di Storace, che hanno il 2%, Berlusconi sta più o meno al 47% e non rappresenta più ma maggioranza degli elettori. Naturalmente non la rappresenta neanche la somma del Pdl meno elle, più sinistra estrema, più radicali pannelliani etc., che insieme a Di Pietro vanno a totalizzare un 43/44%, ma è interessante che questo governo dopo un solo anno di attività, non ha più il consenso della maggioranza degli italiani: già faceva ridere sentire Berlusconi millantare una popolarità del 75% quando proprio aveva fumato pesante, oppure millantare un Pdl verso il 50: bene adesso non hanno il 50 neanche con la Lega. Questo non significa che non abbiano il diritto di governare perché sono stati incaricati di farlo un anno fa, ma significa che dovranno tenere presente di non avere con sé neanche il 50% degli italiani,: gli elettori  che hanno dato un voto valido sono  meno del 60%, e ciò vuol dire che tutta la coalizione di Berlusconi, compresi addirittura  Mpa e  destra di Storace, non rappresenta più del 30% degli italiani.

 

Peccato per i tre partitini della cosiddetta “estrema sinistra”: insieme avrebbero il 6,5%, e avrebbero portato in Parlamento europeo 4 o 5  rappresentanti, invece, con la scissione di Vendola e dell’irriducibile Ferrando di quel 6,5% non ce ne faremo niente.

 

Malgrado qualche giudizio negativo, la campagna è stata bellissima perché finalmente sono venuti al pettine alcuni nodi, si sono sgonfiate alcune balle, lo scandalo Noemi ha sbugiardato le menzogne del Grande Porco e ha confermato quello che aveva detto la sua Signora e cioè che Berlusconi non sta bene di testa, è completamente squilibrato ed ha un debole per le minorenni. La faccenda degli aerei di Stato ha impensierito molto gli elettori di una destra superstite legalitaria, indignata nel vedere nani, ballerine, menestrelli e mignotte, aviotrasportati a decine nella residenza privata per i sollazzi del Presidente.

 

Le bugie sul terremoto stanno venendo al pettine e probabilmente esploderà un qualche tipo di contestazione o di rivolta al prossimo G8, le bugie sulla monnezza a Napoli si sono tradotte addirittura in una nuova inchiesta per truffa su quella vera e propria baggianata gravissima e pericolosissima per la salute che è il famoso inceneritore di Acerra; la monnezza che esplode a Palermo viene addebitata da Berlusconi alle giunte di centro-sinistra, quando Orlando non governa più dal 2001: forse è monnezza fossile.  Bugie anche per smentire il governatore Draghi che ne aveva detta una vera, e cioè che c’è 1.600.000 italiani che rischiano, perso il posto di lavoro, di trovarsi con il culo completamente per terra, perché non c’è neanche un sottilissimo ammortizzatore sociale che li attutisca il colpo:  Berlusconi, che dormiva evidentemente durante il discorso, come spesso gli accade, ha detto: Draghi ha fatto un bellissimo discorso berlusconiano: quando poi ha scoperto che aveva detto che c’era 1.600.000 di persone che stanno per perdere tutto e il governo non fa niente, allora ha detto che i dati non ci risultano. Meno male che ci sono il Pais, l’Economist, il Financial Times, i giornali tedeschi, persino il Wall Street Journal, giornale ultraliberista e di destra, che ci raccontano quello che noi avevamo disimparato addirittura a vedere e a notare e quindi quando l’informazione funziona, la democrazia si riattiva nella sua circolazione.

 

Berlusconi si aspettava il plebiscito per poter dare la spallata definitiva alla già declinante democrazia italiana, è fermo al 35% che è ancora una cifra enorme, ma non è una cifra che gli consentirà probabilmente di fare i suoi porci comodi impunemente. E il PD? Sogna il nuovo congresso, nel corso del quale sostituirà Bersani con Franceschini, continuando intanto a sedersi nei salotti televisivi di Mediaset e a spaventarsi di fare opposizione sul serio. 

( 12 giugno 2009 )



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