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7000 persone sfilano pacificamente a Ponteranica

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7000 persone sfilano pacificamente per le vie di Ponteranica per manifestare contro la decisione del sindaco leghista di levare la targa intestata a Peppino dalla Biblioteca.

Ecco l'intervento di Giovanni Impastato dal palco:

Cari cittadini di Ponteranica, cari voi tutti qui giunti in memoria di Peppino e in difesa dei suoi e dei nostri ideali, vorrei innanzitutto ringraziarvi.

Credo che la manifestazione di oggi sia un’importante lezione che possa far crescere una coscienza antimafia ed antifascista in Italia.

Siamo scesi in piazza per impedire che qualcuno possa cancellare la nostra memoria, il nostro passato, compiendo azioni che sanno di razzismo e di fascismo e non importa se dal nero siamo passati al verde, le camice sembrano proprio le stesse.

Negli ultimi mesi in questo piccolo paese si è verificato un qualcosa che conoscete ampiamente ma che rischiava di essere sottovaluto, pensando che la decisione del sindaco di cancellare il nome di Peppino dalla Biblioteca Comunale derivasse solo da ignoranza e grottezza.

Non è affatto così, noi abbiamo compreso subito la dimensione politica di questa azione che fa parte di un progetto reazionario più ampio di cui la Lega costituisce uno dei fautori. Proprio per questo vi abbiamo invitato alla mobilitazione con parole chiare, precise, denunciando come fosse stato compiuto un ennesimo passo in avanti nell’attacco della nostra democrazia.

Non passiamo rimanere passivi o fare finta di niente, visto che quanto successo qui a Ponteranica si accompagna ad una serie di violazioni della Carta Costituzionale e ad una serie di violenze ed aggressioni perpetrate ai danni dei migranti e non solo.

Il punto di partenza è di sicuro il consolidamento della nostra memoria storica. Nel nostro caso specifico non bisogna mai dimenticare che Peppino era un militante rivoluzionario comunista ed antifascista che lottava contro le collusioni mafiose e politiche e per la costruzione di una società equa ed è per questo che il suo  nome risulta ancora indigesto, perché rappresenta un’idea, un movimento che è ancora attuale.

Occasioni come la manifestazione di oggi devono servire ad incontrarsi, ad individuare gli obiettivi, a consolidare strategie di risposta a quanto di grave sta accadendo nel nostro paese.

Bisogna partire proprio da qui, da Ponteranica, dal luogo dove si è consumata l’ultima provocazione antidemocratica ed illegale non solo ai danni della figura di Peppino, ma anche ai danni di tutto ciò che per noi rappresenta e, infine, della memoria del nostro paese.

Si, perché la memoria è uno dei nostri pilastri. Così possiamo ricordare come Umberto Bossi con il suo partito prima del 1999 dichiarasse come Berlusconi avesse le caratteristiche dei peggiori dittatori e fosse uomo di Cosa Nostra e che il suo partito vivesse di finanziamenti illeciti di società anonime: la P2, Craxi, Cosa Nostra, Andreotti. Tutto questo prima che a Bossi stesso arrivassero i fondi e le compiacenze del mafioso di Arcore, usando una sua espressione. Ma quei soldi finiti nelle casse di Forza Italia e poi reinvestiti con la Lega non erano di dubbia provenienza? Chi è stato, quindi, a rinvigorire le forze di quello che era una piccola e localizzata formazione politica, una specie di caricatura? Chi le ha dato così spazio e possibilità da condizionare le sorti della nostra democrazia?

Oppure possiamo riportare alla nostra mente le vicende susseguitesi dall’Unità d’Italia in poi che, contrariamente a quanto sbandierato dalla Lega, dimostrano come sia stato il Sud a pagare caro lo sviluppo economico del Nord, sia in termini di emigrati che in termini di fondi sottratti. Tentano di metterci gli uni contro gli altri con stupide pretese sul campanilismo e l’identità regionale, ma solo per fregarci entrambi.

Ci convincono che al meridione dimora la mafia che non si estende oltre Roma, come se ci fosse un secondo muro di Berlino, mentre al settentrione bisogna conservare le tradizioni celtiche e omaggiare l’acqua del Po, tutte baggianate inventate a tavolino, volendo attribuire, forse a torto, un minimo di capacità strategica ai rappresentanti politici della Lega. Peccato che i fatti dimostrino come l’investimento dei capitali illeciti riguardi anche il settentrione e come molti imprenditori del nord abbiano finanziato le mafie con il riciclaggio illegale dei rifiuti tossici e speciali. Non ammettere ciò vuol dire rendersi complici. 
 

Al giorno d’oggi dobbiamo renderci conto di essere tenuti in ostaggio, che la nostra democrazia è tenuta in ostaggio da uomini di potere che curano i loro squallidi interessi e ci privano di ogni nostra risorsa, a cominciare dalla memoria storica.

Non è un caso che Dell’Utri sostenuto da nostro presidente del consiglio, abbia definito il capomafia Mangano un eroe e abbia caldamente consigliato di eliminare la resistenza antifascista dai testi scolastici, ma questo si allinea perfettamente con la decisione del Sindaco Aldegani di cancellare il nome di Peppino dalla Biblioteca. Vogliono farci dimenticare chi siamo, chi siamo stati per cancellare le speranze future e costringerci nelle loro mani.

Solo sulla verità  si può ricostruire la giustizia sociale e non sul revisionismo, ricordando che sono state le resistenze, quella partigiana e quella antimafia, i suoi protagonisti e i suoi morti, come la mobilitazione degli anni sessanta e settanta ad averci regalato quelle poche garanzie democratiche che ancora ci restano.

Purtroppo a renderci conto dei pericoli che corre il nostro paese siamo ancora in pochi e sempre più preoccupati, mentre la maggioranza è stata adeguatamente formata ed abituata a fregarsene, a voltarsi dall’altra parte o chiudersi nei propri interessi, soprattutto economici. Nulla è più facile per i potenti che gestire tutti approfittando delle nostre debolezze e delle nostre piccolezze.

Dobbiamo contrastare la manipolazione delle informazioni e delle coscienze che chi ci governa è in grado di architettare, lavorare per le diffusione della consapevolezza, per superare l’egoismo in difesa della collettività e del benessere di tutti.

La maggior parte della popolazione è stata gettata nella confusione e nell’angoscia e condotta ad aver paura del diverso, mentre si fida e lascia campo libero ai carnefici della nostra dignità di uomini liberi.

La politica di governo risulta chiarissima per chi ha gli occhi aperti e una minima capacità di analisi: le leggi ad personam, i decreti approvati riguardo la giustizia, le opere pubbliche, l’istruzione, l’ultima finanziaria con lo scudo fiscale,il prossimo federalismo, la legalizzazione dell’illegalità favoriscono quella fascia grigia che rappresenta gli intenti della peggiore e più sporca politica ed imprenditoria italiana con quelli della massoneria e della criminalità organizzata.


E che dire di un Ministro dell'Interno, tal Maroni, che a un raduno leghista si mette a sbraitare "Padania Libera", di un Castelli che, invitando il sindaco di Ponteranica a resistere, usa la parola "razzismo" in merito alla manifestazione, o di Bossi che continua ad urlare "Roma ladrona" quando gran parte della sua famiglia  (fratello e figlio)  alla faccia del nepotismo più bieco, risulta foraggiata proprio da Roma e da Strasburgo?

A completamento e a  protezione di questo sistema si colloca il pacchetto sicurezza così  tanto  sostenuto dalla Lega che cancella i diritti fondamentali e  non solo dei migranti. Da un lato le sue prescrizioni fanno rabbrividire anche a confronto alle leggi razziali del fascismo con il reato di clandestinità che diviene un divieto all’esistenza per migliaia di persone, uomini, donne e soprattutto bambini o con i pubblici funzionari costretti alla denuncia e a trasformarsi in piccoli ingranaggi di una macchina che produce veri e propri crimini contro l’umanità, con il disastro dei respingimenti verso i campi di concentramento e le prigioni libici. Dall’altro lato ogni possibilità di protesta o di dissenso viene progressivamente eliminata, con la censura e le limitazioni imposte alle manifestazioni di piazza e agli scioperi dal lavoro.

Intanto la pubblica sicurezza viene affidata alle ronde da chi dice di tenere tanto all’integrità, alla dignità dello Stato e al rigore e poi affama le forze dell’ordine per dare spazio e soldi a nuove squadracce fasciste.

Tutto questo ricorda tristemente quanto successe qui in Italia con il fascismo e in Germania con il nazismo.

Sembrava che quell’incubo si fosse concluso con la resistenza partigiana, e, nonostante i 40 anni di dominio della DC, era difficile immaginare fino a circa un decennio fa che le cose potessero peggiorare.

Invece è successo e i nostri peggiori incubi si stanno realizzando, dobbiamo convincerci a trovare una risposta adeguata, confrontandoci, collaborando, resistendo assieme.

foto dal sito repubblica.it

( 28 settembre 2009 )



Ci sono 2 commenti sulla notizia
giupi: 26/09/2009 18:31:11
IMPASTATO Rispondi a questo messaggio
Caro sig. Giovanni purtroppo mi dispiace dirlo ma forse non ha capito che l'ex amministrazione di Ponteranica ha usato il nome di suo fratello solo a scopo politico perchŔ non ha mai digerito al sconfitta? giupi
Piero (Bergamo): 26/09/2009 19:03:41
x giupi Rispondi a questo messaggio
caro giupi certo che la vecchia amministarzione aveva intestato la biblioteca a Peppino per scopo politico, Peppino era un politico che combatteva la mafia e il razzismo!! Oggi combatterebbe anche la Lega! Forse non hai capito che siete voi che avete perso, aver portato tutta qusta gente a Ponteranica per dire no al razzismo della Lega Ŕ una bella vittoria, Peppino ne sarebbe fiero, rasseganti!!