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Colori
di Sicilia |
| introduzione | cento passi | idea socialista | aeroporto | 68/73 | 74/78 | i compagni | la voce |
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Periodo
74/78
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Gruppo
OM Il gruppo nacque a Terrasini, nell'estate del '74, per iniziativa di un gruppo di giovani che avvertivano l'esigenza di tentare un'operazione culturale nel campo teatrale, in rapporto al vuoto culturale che caratterizzava il paese e al bisogno di una qualsiasi forma d'intervento e di aggregazione giovanile. In un salone del vecchio e abbandonato Palazzo D'Aumale si cominciarono a preparare alcune attività discretamente frequentate. I componenti, circa una ventina, si trovavano in uno stadio pre-politico, fondato più su un "coagulo affettivo" che su un motivato processo di aggregazione con una propria identità culturale e politica: all'interno non mancavano forti resistenze e remore verso tutto ciò che proveniva da sinistra, in un paese in cui la sinistra era estremamente minoritaria, priva di tradizione di lotte e considerata il concentrato di tutti i mali possibili. Sono da ricordare alcuni momenti, come la rappresentazione de "Il pozzo dei pazzi", da parte della Compagnia del Sarto, di Franco Scaldati, una commedia a metà strada tra l'allegoria fantastica e la rappresentazione cruda della condizione sottoproletaria dei quartieri palermitani più malfamati; nell'aprile del '75 il gruppo preparò L'eccezione e la regola di Bertold Brecht e, nella scelta dlell'autore non mancò qualche problema; il primo maggio dello stesso anno venne a fare una rappresentazione la Comuna Baires, un gruppo argentino d'avanguardia, molto noto per alcune scelte teatrali trasgressive e impegnate. Nello stesso periodo cominciavano a manifestarsi i sintomi di una crisi determinata dalla paura di una possibile politicizzazione: l'ambiente locale democristiano, non appena si rese conto di questo pericolo fece di tutto per togliere il locale, agitando davanti ai ragazzi lo spauracchio dell'insuccesso e dell'isolamento dal contesto sociale. La debolezza ideologica legata all'incapacità di sapere difendere lo spazio conquistato finì con l'orientare la parte più interessata del gruppo verso il Circolo "Musica e Cultura" della vicina Cinisi e successivamente verso Radio Aut, la cui ubicazione venne appositamente decisa a Terrasini e la cui redazione era in buona parte composta da ex-componenti del gruppo OM. |
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Collettivo Femminista All'interno
del Circolo Musica e Cultura molte ragazze cominciarono ad avvertire
l'esigenza di avere un loro spazio e di aprire momenti d'analisi sulla
loro condizione sul ruolo della donna nella società mafiosa, e, più
generalmente, nel sistema capitalistico: strumenti indispensabili
di riflessione alcuni testi, disponibili presso la biblioteca del
circolo "Musica e Cultura" come "Il secondo sesso", di Simone de Beauvoir
, "La mistica della femminilità", di Betty Friedman, "Noi e il nostro
corpo", edito da Feltrinelli, "Sesso contro sesso o classe contro
classe" di E. Reed, edito da Savelli, "Dalla parte delle bambine",
di E.Gianini Belotti, edito da Feltrinelli.. Era difficile e, per
molti aspetti impensabile che una quindicina di ragazze, in un paese
come Cinisi, si riunissero , si definissero "femministe" o osassero
addirittura esporsi con comizi in pubblica piazza. Il livello di repressione
cominciò ad esercitarsi attraverso la diffamazione: le componenti
del collettivo erano "buttane" o lesbiche o, in ogni caso, gente che
avrebbe fatto meglio a starsene a casa per accudire ai lavori domestici.
Le analisi del Collettivo riconsideravano il ruolo iconografico della
donna come "sacerdotessa" in scialle nero impegnata a subire e a trasmettere
ai figli il codice comportamentale mafioso, dall'omertà al servilismo,
allo spirito di vendetta, alla rassegnazione, all'aggressione, in
base ai rapporti di forza in campo; si notava come, per contro, molte
donne sono pienamente inserite nella cultura e nell'economia mafiosa,
con un ruolo centrale di protagoniste nei processi di accumulazione
di ricchezza e con la precisa volontà di conservare tale ruolo di
privilegio. |
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Dalle
"ceneri" del Circolo "Musica e cultura", nei primi mesi del '78 nacque
il Collettivo Antinucleare, che sintetizzò il suo programma e la sua
analisi in un documento di 15 pagine dal titolo : "Le centrali nucleari,
ovvero, come mettersi la morte in casa".( NOTA: il testo integrale
è disponibile presso l'archivio di Giovanni Impastato, Corso Umberto
220 Cinisi). |